La solidarietà della Uil ai tempi del Coronavirus

Apr 27, 2020

Centosettanta visiere protettive dalla Uil di Latina agli ospedali Santa Maria Goretti, al Dono Svizzero di Formia, al Fiorini di Terracina e al San Giovanni di Dio di Fondi. «In un momento di emergenza tutti devono fare la propria parte»
di Alfonso Vannaroni
La solidarietàai tempi del coronavirusC’è un acronimo ormai entrato nel linguaggio comune, fino a poco tempo un’abbreviazione quasi sconosciuta. Dpi, si chiamano così i dispositivi di protezione individuale, quelli che prima non erano necessari in metropolitana, né sugli autobus e neppure nei supermercati. Poi è arrivato il Covid-19, successivamente i Dpcm – i decreti del Presidente del Consiglio – per arginare l’emergenza sanitaria e con essi il lockdown. Mascherine, guanti, tute e occhiali all’inizio dell’epidemia sono state pressoché introvabili, merce rara anche negli ospedali, nelle corsie, tra i lavoratori e le lavoratrici dei servizi dichiarati essenziali. 

 

Ci sono volute donazioni da altri Paesi, acquisti della Protezione civile, la riconversione della produzione delle aziende per superare le criticità. Soltanto adesso, con la seconda fase alle porte – quella che testerà la convivenza col virus – i Dpi non scarseggiano più come prima. Ma per chi da mesi lotta contro il Covid-19 c’è in atto una straordinaria gara di solidarietà, una staffetta quotidiana per rifornire medici e infermieri degli strumenti di equipaggiamento necessari per evitare il contagio da nuovo coronavirus. A questa corsa partecipano associazioni di volontariato, di categoria, cittadini, forze sociali. Anche la Uil sta fornendo il suo contributo. E’ di oggi infatti l’iniziativa della camera sindacale di Latina che prevede la consegna di visiere protettive in quattro ospedali del territorio pontino.


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Abbiamo donato 170 visiere protettive in plexiglass – spiegano Luigi Garullo, Segretario territoriale della Uil, e Giancarlo Ferrara segretario della Fpl – al Santa Maria Goretti di Latina, al Dono Svizzero di Formia, al Fiorini di Terracina e al San Giovanni di Dio di Fondi. E’ un piccolo gesto che abbiamo realizzato perché vogliamo contribuire alla sicurezza degli uomini e delle donne che ogni giorno, con turni massacranti, non si risparmiamo e danno il massimo per curare chi ha contratto il virus. È un modo per mostrare gratitudine, per dire grazie a tutti gli operatori della sanità. Non vogliamo sostituirci a chi ha il compito di rifornire le strutture sanitarie dei necessari dispositivi di sicurezza, desideriamo però contribuire affinché questi non scarseggino più. Come Uil riteniamo fondamentale che in un momento di emergenza tutti facciano la propria parte, anche con iniziative di solidarietà». Perché un gesto solidale si aggiunge ad altri. Una goccia di umanità con altre forma un mare. Quel mare che ci fa sentire comunità.
 

 

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