Ammortizzatori Sociali. Certezze per lavoratrici e lavoratori

Apr 20, 2020

Per affrontare le difficoltà economiche che si sono create in questo periodo di emergenza sanitaria da Covid-19 bisogna fare presto e bene: perdere questa sfida significherebbe lasciare indietro qualcuno, lasciare soli donne e uomini in gravi difficoltà.
di Pierluigi Talamo, Segretario regionale Uil Lazio

Oltre 56mila le aziende con più di 140mila lavoratori coinvolti. Ecco i numeri delle domande presentate all’Inps per la cassa integrazione in deroga, che sono emersi durante la recente videoconferenza che abbiamo tenuto con l’assessorato al lavoro della Regione Lazio. Cifre drammatiche, destinate purtroppo a crescere nei prossimi giorni. A questi, infatti, vanno aggiunti i dati relativi alla cassa integrazione ordinaria, a quella straordinaria e ai fondi di integrazione salariale, oltre quelli bilaterali e di solidarietà. Insomma, una situazione davvero angosciosa, alla quale va data una risposta immediata, senza se e senza ma. La maggior parte delle aziende del nostro territorio che ha fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga ha meno di cinque dipendenti, in termini percentuali parliamo del 92,5. Mentre solo il 7,5% è rappresentato da strutture che impiegano più di cinque lavoratori. Stiamo parlando complessivamente di più di 75mila donne e oltre 66mila uomini  che da un momento all’altro – a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e del conseguente lockdown con la chiusura di molte imprese –  ha visto azzerate le  risorse economiche, ha visto svanire il proprio stipendio, con difficoltà quotidiane facilmente immaginabili, perché di lavoro si vive.

Al tavolo di confronto abbiamo quindi posto con forza la necessità di fare ogni sforzo utile affinché le domande di cassa integrazione possano procedere speditamente. Inoltre, i fondi devono essere immediatamente disponibili: nessuno deve rimanere senza copertura, questo deve essere chiaro. L’assessore regionale al lavoro Di Berardino ha affermato con chiarezza che le risorse a disposizione per la cassa integrazione assicureranno a tutte le lavoratrici e i lavoratori il necessario sostegno al reddito.  A tal proposito, è già pronto il secondo decreto che stabilirà la ripartizione delle risorse economiche su base regionale.

Nella riunione abbiamo approfondito –  giacché in stretta relazione con il problema del pagamento della cassa integrazione –  il tema della convenzione con l’Associazione bancaria italiana (Abi) per l’anticipo del sussidio. La Regione Lazio ha prontamente aderito alla convenzione nazionale stipulata tra Abi, ministero del Lavoro e parti sociali. Nella nostra regione hanno aderito la quasi totalità degli istituti di credito, che sono stati già sollecitati a ultimare in tempi ristrettissimi le domande pervenute o che perverranno, sull’anticipo della cassa integrazione.

Ma è chiaro che bisogna fare in fretta, che bisogna spingere sull’acceleratore, perché il momento lo richiede, perché l’eccezionalità di questo periodo pone una sfida alla società e alle sue articolazioni: perderla equivarrebbe a lasciare indietro e in gravissime difficoltà  tante madri e padri di famiglia. E questo sarebbe inaccettabile.  Il lockdown è un momento assai difficile da gestire: l’isolamento, il distanziamento sociale, tutte le precauzioni da prendere, sono esperienze mai vissute prima. Ansia, stress e  depressione sono in agguato. Contribuire a generarle per chissà quale cavillo o ritardo di varia natura sarebbe ingiustificabile. Siamo  costantemente impegnati. Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori  videoconferenze con la Regione Lazio e con l’Abi al fine di monitorare costantemente l’andamento dell’iter dei pagamenti. L’obiettivo è chiaro:  assicurare che le lavoratrici e i lavoratori della nostra regione ricevano immediatamente il necessario sostegno al reddito.   

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