Partire dai fiumi per migliorare le previsioni oceanografiche

Mar 9, 2020

Una rappresentazione realistica degli scambi idrici che avvengono alla foce dei fiumi. Le spiegazioni nello studio del Cmcc Ocean Predictions and Applications
di Redazione

«Lo studio – piega Verri – nasce per risolvere un problema di modellistica, ovvero sviluppare un approccio in grado di simulare gli effetti degli apporti fluviali sulle aree costiere e sulla circolazione e le dinamiche del mare aperto. I pochi chilometri di risoluzione dei cosiddetti modelli oceanici alla mesoscala non sono in grado di descrivere accuratamente le dinamiche e i processi che avvengono a livello delle bocche dei corsi di acqua; da qui l’idea alla base di questo studio, ovvero sviluppare un box model estuarino in grado di fornire informazioni sulla portata e la salinità alla foce dei fiumi». Il modello Cmcc Ebm è stato quindi sviluppato per rappresentare i processi tipici degli estuari, per poi essere accoppiato a un modello oceanico regionale del Mediterraneo centrale. In particolare, per indagare come le informazioni su portata e salinità fornite dai modelli analizzati andassero a migliorare la qualità delle simulazioni oceanografiche, sono stati presi in esame due casi studio molto diversi fra loro: l’estuario del fiume Ofanto e il delta del Po.

Lo studio ha evidenziato come usare un modello estuarino a monte di un modello oceanico fornisca una rappresentazione più realistica della circolazione di superficie e della salinità alle bocche dei fiumi rispetto al classico approccio climatologico. Mettendo inoltre a confronto il modello estuarino sviluppato dal Cmcc con quello di Uconn-Ncar, è emerso come particolarmente promettente il sistema accoppiato che utilizza il modello Cmcc, che ha ottenuto le performance migliori. «Introdurre un’informazione sugli apporti fluviali nei modelli oceanografici – spiega Nadia Pinardi, oceanografa della Fondazione Cmcc – dalla scala regionale alla scala globale, vuol dire migliorare le loro performance e quindi produrre previsioni operative e scenari climatici più realistici e precisi. La prima applicazione del modello Ebm Cmcc sarà nell’ambito dei modelli Copernicus attualmente utilizzati per produrre previsioni operative nel Mediterraneo e nel Mar Nero, per migliorare i loro risultati».

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