Gettiamo cinque euro di cibo a settimana nella spazzatura

di Giancarlo Narosi

Gettiamo cinque euro di cibo a settimana nella spazzaturaLo spreco alimentare domestico registra un calo considerevole nelle case degli italiani, pari al 25 per cento. E’ il dato che emerge dal rapporto 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market Swg secondo il quale mediamente lo spreco settimanale costa 4,9 euro a nucleo familiare per un totale di circa 6,5 miliardi di euro e un costo complessivo di circa 10 miliardi che include gli sprechi di filiera produzione e distribuzione 2020, oltre 3 miliardi 293 milioni di euro. Il Rapporto dello scorso anno si era attestato su un valore medio di 6,6 euro settimanali per nucleo familiare (il costo di 600 grammi circa di spreco settimanale), per un totale di circa 8,4 miliardi di euro. La tendenza 2020 è quindi attorno al 25

Quasi sette italiani su 10 (il 66 per cento) ritengono ci sia una stretta connessione fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo: è sempre così per il 30 per cento degli intervistati, lo è spesso per il 36 per cento e solo talvolta per il 20 per cento. E al momento di acquistare il cibo l’attenzione agli aspetti caratterizzanti della salubrità del cibo e del suo valore per l’impatto sulla salute – così come agli elementi di sicurezza alimentare – incide in maniera determinante per un italiano su tre. Per informarsi sulla salubrità del cibo che si intende acquistare, essenziali si confermano le etichette: il 64 per cento dichiara di consultarle al momento dell’acquisto come garanzia di sicurezza, mentre un italiano su due attribuisce valore alla stagionalità dei prodotti, come garanzia di scelta alimentare corretta. I prodotti bio sono presidio di certezza nell’acquisto del cibo per un italiano su 5 e una significativa. Parallelamente emerge una nuova attenzione per le tematiche ambientali: ben 7 italiani su 10 si scoprono in piena consonanza con il green new deal, e il 40 per cento degli intervistati dichiara di sentirsi vigile e sensibile rispetto alle esigenze dell’ambiente.

Ma quali sono i cibi che gettiamo via. In testa alla classifica resta il cibo fresco e quindi potenzialmente più deperibile, per il 32 per cento degli italiani (frutta, verdura, latte, formaggi), ma è interessante rilevare che secondo sette italiani su 10 l’eccedenza è legata alla bulimia: il 73 per cento dichiara che è troppo il cibo cucinato, oppure acquistato in ragione delle mitiche offerte 2 per 3 o ancora per l’abitudine dell’unica spesa settimanale che ci porta a comprare più di quanto possiamo smaltire. La spesa è un rito che la maggior parte degli italiani compie settimanalmente (37 per cento), oppure dalle due alle tre volte a settimana per un italiano su 3. Un italiano su 10 fa la spesa ogni giorno e 2 intervistati su 10 semplicemente sulla base della reale necessità di acquisto (18 per cento).

 

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