lunedì, 24 Febbraio

Lo scorso anno la polmonite ha ucciso 800mila bambini, uno ogni 39 secondi


Aumentando gli sforzi si potrebbero evitare nove milioni di morti infantili. Le organizzazioni sanitarie per l’infanzia si ritrovano a Barcellona per chiedere ai governi un impegno maggiore per sviluppare strategie nazionali

di Redazione

Aumentando gli sforzi contro lotta alla polmonite si potrebbero evitare quasi 9 milioni di morti infantili per polmonite e altre gravi malattie. Lo rivela una nuova analisi, condotta in occasione del primo Forum globale sulla polmonite infantile a Barcellona – organizzato da nove principali organizzazioni sanitarie e per l’infanzia – Unicef, Save the Children, ISGlobal , Every Breath Counts, Fondazione la Caixa, Bill & Melinda Gates Foundation, Usaid, Unitaid e Gavi/the Vaccine Alliance. Mentre secondo una ricerca della Johns Hopkins University, l’aumento delle cure contro la polmonite e dei servizi di prevenzione potrebbe salvare la vita di 3,2 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni.

La polmonite è causata da batteri, virus o funghi; i bambini lottano per riuscire a respirare visto che i loro polmoni si riempiono di pus e liquidi. Da sola è la malattia più letale per i piccoli, lo scorso anno ha causato la morte di 800mila bambini, uno ogni 39 secondi. Anche se alcuni tipi possono essere prevenuti con i vaccini e possono essere curati facilmente con un antibiotico a basso costo se diagnosticati correttamente, decine di milioni di bambini non sono ancora vaccinati e un bambino su tre con sintomi non riceve le cure mediche essenziali. Le morti da polmonite si concentrano nei paesi più poveri e i bambini più svantaggiati e marginalizzati sono quelli maggiormente colpiti. Le previsioni dimostrano che – se persistessero i livelli attuali – 6,3 milioni di bambini con meno di cinque anni potrebbero morire per polmonite tra il 2020 e il 2030. Nel prossimo decennio, il numero di morti potrebbe essere il più alto in Nigeria (1,4 milioni), India (880mila), Repubblica Democratica del Congo (350mila). Gli interventi sanitari che puntano a migliorare la nutrizione, fornire antibiotici e aumentare la copertura vaccinale, aumentare i tassi di allattamento – misure fondamentali che riducono il rischio per i bambini di morire a causa di polmonite – preverrebbero inoltre milioni di morti di bambini per malattie come diarrea (2,1 milioni), sepsi (1,3 milioni) e morbillo (280. 000).

«Il numero di vite che potrebbero essere salvate è potenzialmente molto più alto – dice Kevin Watkins, Direttore Generale di Save the Children – visto che la ricerca non ha preso in considerazione fattori come la disponibilità di ossigeno medico o l’azione per ridurre i livelli di inquinamento dell’aria, uno dei principali fattori di rischio per la polmonite. Questi risultati dimostrano ciò che è possibile. Sarebbe moralmente indifendibile stare a guardare e permettere che milioni di bambini continuino a morire per mancanza di vaccini, antibiotici economici e cure di routine con ossigeno». «Se vogliamo seriamente salvare le vite dei bambini – aggiunge Henrietta Fore, Direttore Generale Unicef – dobbiamo fare sul serio per combattere la polmonite. Come dimostra l’attuale diffusione del coronavirus, questo significa migliorare l’individuazione tempestiva e la prevenzione. Significa fare la giusta diagnosi e prescrivere la giusta cura. Significa anche affrontare le principali cause di morte per polmonite, come la malnutrizione, la mancanza di accesso ai vaccini e agli antibiotici, e affrontare la sfida più difficile: quella dell’inquinamento atmosferico».

L’inquinamento dell’aria esterna contribuisce al 17,5 per cento delle morti per polmonite fra i bambini sotto i 5 anni nel mondo, mentre quello dovuto all’uso all’interno di combustibili solidi per cucinare contribuisce a ulteriori 195mila decessi. Il 91 per cento della popolazione del mondo sta respirando aria all’aperto che supera gli standard dell’Oms. La dimensione della sfida dell’inquinamento atmosferico potrebbe potenzialmente compromettere l’impatto dell’aumento degli interventi contro la polmonite. Altre cause della morte per polmonite includono malnutrizione, la mancanza di accesso a vaccini e antibiotici. Secondo la ricerca della Johns Hopkins, del totale delle 8,9 milioni di morti per tutte le cause che potrebbero essere evitate nel prossimo decennio, 3,9 potrebbero essere il risultato di maggiori sforzi nel ridurre solo i livelli di malnutrizione. Da oggi e fino al 31 gennaio le principali organizzazioni sanitarie e per l’infanzia ospiteranno i leader mondiali al Forum globale sulla polmonite infantile di Barcellona, il primo forum internazionale in merito, dedicato a «Fighting the Breath: The Global Forum on Childhood Pneumonia». Tra gli annunci che saranno fatti al Forum: un vaccino più economico, il vaccino Pcv del Serum Institute of India e l’impegno politico dei governi dei paesi ad alto rischio a sviluppare strategie nazionali per ridurre i decessi da polmonite.

 

 

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