sabato, 18 Gennaio

Ritrovare il peso forma dopo le festività. I consigli del nutrizionista


Servono cibi mirati all’aumento delle specie batteriche benefiche che possono prevenire o migliorare le malattie collegate alla disbiosi e aiutare la perdita di peso

di Nico Luzzaro

Ritrovare il peso forma dopo le abbuffateDopo le ricche abbuffate delle feste e qualche chilo in più sulla bilancia, è ora di tornare alla quotidianità. Come ritrovare il giusto peso forma evitando diete ferree o digiuni poco salutari soprattutto se non assistiti da uno specialista? «La sensazione di gonfiore che abbiamo in questo periodo deriva da un’alterazione dell’equilibrio del nostro microbiota intestinale, determinata da una scorretta alimentazione durante questo periodo festivo che ha causato probabilmente uno stato di disbiosi intestinale, ossia, un’alterazione della flora batterica microbica intestinale – spiega Deborah Tognozzi, biologa nutrizionista, specialista in applicazione Biotecnologiche del Gruppo Sanitario Usi – In questo senso strategie alimentari aprono scenari promettenti: cibi mirati all’aumento delle specie batteriche benefiche possono prevenire o migliorare le malattie collegate alla disbiosi ed aiutare la perdita di peso».

Quali sono allora gli accorgimenti da seguire e quali i cibi consigliati per migliorare la qualità del nostro microbiota intestinale e incidere in senso positivo sulla nostra salute dopo le abitudini alimentari scorrette assunte durante le feste? «E’ fondamentale seguire un’alimentazione che mantenga un’infiammazione fisiologica, assumendo cibi integrali, crudi, non geneticamente modificati e possibilmente biologici, favorendo i cibi fermentati e coltivati come i crauti, o il kimchi (piatto coreano di verdure fermentate con spezie), le alghe che hanno un effetto sulla riduzione dell’infiammazione e dell’insulinoresistenza – spiega la specialista – Molto importanti sono poi gli alimenti ricchi di fibre prebiotiche come inulina che troviamo nel topinambur, aglio, tarassaco, cicoria, cipolle, porri, asparagi e banane, da consumare acerbe per il loro alto contenuto di amido resistente». Sì anche a grassi insaturi come quelli che troviamo nell’olio extravergine di oliva, nella frutta secca, nel pesce grasso e nell’avocado.

«Le uova, soprattutto la mattina – prosegue la nutrizionista – sono fonte di proteine e altri nutrienti. Sì anche a cacao crudo e ad almeno un calice di vino rosso a settimana come fonte di polifenoli». Via libera ad alcune spezie come la curcuma, antiossidante e antinfiammatoria. Come probiotici la nutrizionista ricorda che sono importanti gli alimenti fermentati in quanto ricchi di microbi diversi come lo yogurt, alcuni formaggi tipo ricotta, caprino e robiola e l’aceto di sidro di mele che preso prima dei pasti in due cucchiaini aiuta a tenere sotto controllo la glicemia ed evita i picchi glicemici. No secco invece a un eccesso di glutine, ai dolcificanti artificiali, al succo di glucosio e sciroppo di mais mentre estrema moderazione viene raccomandata nell’uso del sale da cucina, dei carboidrati complessi raffinati, degli zuccheri e grassi raffinati, delle bevande gassate e zuccherate e dei cibi industriali. Tra i suggerimenti vi è uno apparentemente insolito: consumare pasta o riso cotti al dente, raffreddati in frigorifero e riscaldati anche in padella, in quanto questo procedimento rende l’amido più resistente e dimezza le calorie assorbite. Infine, via libera a orzo e avena e moderazione invece nel consumo di carne rossa che non dovrebbe superare una porzione a settimana.

 

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