Se ti separi tieni d’occhio il conto corrente cointestato

Dic 23, 2019

In 151mila lo hanno fatto. Ecco l’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat
di Al. Van.

Se ti separi tieni d'occhio il conto corrente cointestato

Se ti separi, tieni d’occhio il conto corrente cointestato. Non si sa mai. Le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo. Anche se la legge prevede – tranne alcune eccezioni – che in caso di separazione o divorzio le somme vadano ripartite tra i coniugi, la realtà è diversa. Molto diversa. Ce la fa scoprire l’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat, secondo la quale il 17 per cento di separati e divorziati, ha dichiarato che l’ex partner si è tenuto tutti i soldi. Non servono cifre milionarie per far litigare i coniugi: secondo l’indagine, la somma contesa in media era poco meno di ottomila euro. E’ interessante notare come siano con più frequenza le donne a lamentare questa situazione (9,2 per cento accusa l’ex marito contro il 6,3 per cento del campione maschile). E allora cosa fare, se il partner cerca di fare il furbo e cosa conviene fare del conto una volta suddiviso il totale?

Anche se in determinati casi la legge preveda una suddivisione diversa da quella in parti uguali (ad esempio se i coniugi sono in regime di separazione dei beni o se il denaro proviene da una donazione), fa riflettere che proprio nelle coppie in comunione dei beni accada con più frequenza che uno dei due si tenga tutte le somme depositate. Ripicchia o furbata? Chissà. Sta di fatto che non è affatto raro scoprire che uno dei due prosciughi il conto anche prima della separazione (9,2 per cento). A segnalare questa situazione sono più le donne (11,8 per cento) che gli uomini (6,6 per cento). E ancora una volta sembra essere un comportamento più ricorrente fra le coppie in comunione dei beni (10,9 per cento) che in quelle in regime di separazione (7,2 per cento). «Qualora uno dei due coniugi – dice Giovanni Zanetti, responsabile ufficio legale di Facile.it – senza averne il diritto, prosciugasse il conto prima della separazione o tenesse per sé tutte le somme depositate, sarà tenuto a restituire all’altro intestatario l’importo eccedente la propria quota. Per evitare questo genere di problematica, è bene sapere che è possibile chiedere al giudice il sequestro del conto fino all’emissione della sentenza di separazione».

Ma non sempre il conto corrente è motivo di scontro. Nel 32 per cento dei casi gli intervistati hanno dichiarato di aver diviso equamente e di comune accordo la liquidità disponibile, mentre il 17 per cento dei separati e divorziati ha scelto di tenerla a disposizione per eventuali spese legate ai figli. «Attenzione – conclude Zanetti – perché in caso di conto cointestato la banca considera i due intestatari responsabili in solido anche se non più uniti in matrimonio. In caso di saldo passivo, quindi, i due titolari saranno responsabili nei confronti dell’istituto di credito che, indipendentemente da chi ha causato il rosso, potrà agire contro entrambi gli intestatari per recuperare le somme mancanti». Ultima curiosità: in quasi 1 caso su 4 i due coniugi non sono riusciti a trovare un accordo pacifico su come suddividere le somme del conto e pertanto sono dovuti ricorrere a un avvocato.

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