In Italia nove morti al giorno per incidenti. Tremila l’anno

Dic 10, 2019

Polizia, Sapienza e Asl Rm1 avviano task force per prevenzione e comunicazione
di Giancarlo Narosi

Nove morti al giorno, circa 3mila l’anno. Numeri che assumono i contorni di una strage senza sosta, in particolar modo negli ultimi cinque anni. Dopo una diminuzione delle vittime dal 2001 al 2014 infatti, l’andamento del fenomeno non è più sceso sotto la soglia dei 3mila decessi l’anno e nel 2019 il trend (stando ai dati parziali) non è cambiato. Per questo, la Polizia di Stato, la Sapienza di Roma e l’Asl Rm 1 e la Fondazione Ania hanno unito le forze per il «Centro di Eccellenza sulla Sicurezza Stradale». Una task force che mette a sistema esperienze e dati per ricavare un modello dei comportamenti e dei profili di rischio, che possa abbattere il numero di incidenti stradali. Il progetto – che rende operativo il protocollo sottoscritto dalle parti – si pone l’obiettivo di elevare il livello di sicurezza sulle strade da una parte e di portare avanti una mirata e studiata attività di comunicazione, di comprensione del fenomeno in relazione alle cause di inidoneità fisica dei conducenti e di elaborazione e produzione di dati scientifici sul fattore umano alla base degli incidenti stradali.

I dati sugli incidenti stradali saranno incorporati in un database in forma anonima che sarà un ausilio per la pianificazione di azioni di contrasto mirate. Ognuno dei partner del Centro è in possesso di specifiche competenze ed esperienze sui temi connessi alla sicurezza stradale, e da anni ha sviluppato sul tema progetti innovativi di carattere nazionale ed internazionale. Nell’ambito delle attività del Centro saranno pianificate anche iniziative di prevenzione rivolte ai cittadini o a specifici target, come scuole, centri anziani e luoghi di lavoro, cui sarà affiancata una capillare attività di formazione rivolta al personale sanitario e alle forze di polizia che sono chiamate a intervenire prestando il primo soccorso psicologico alle vittime dirette e indirette degli incidenti. «L’università metterà a disposizione le competenze da un punto scientifiche e di ricerca – ha detto il rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio – verranno coinvolti psicologi e medici. Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte fra i giovani quindi bisogna impegnarsi».«Abbiamo aderito a questa proposta – ha concluso il direttore generale della Asl Rm 1 Angelo Tanese – perché stiamo parlando di un tema che ha a che fare con i comportamenti che impattano sulla salute dei cittadini».

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