venerdì, Ottobre 18

Cos’è il diritto alla felicità. I bambini rispondono con l’arte


Iniziativa a Napoli per festeggiare i trent’anni della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

di Redazione

La pittura, il disegno, la musica e tante forme d’arte per rappresentare cosa vuol dire per un bambino il diritto alla felicità. Centinaia di studenti delle scuole di Napoli si sono ritrovati nella centralissima piazza del Plebiscito per celebrare i trent’ anni della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Concetti come quello della dignità, dell’uguaglianza, della non discriminazione, dei diritti alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo e anche all’ascolto dell’opinione del minore sono stati declinati in forme d’arte e attività educative nella piazza simbolo della città di Napoli, grazie al contributo delle associazioni che operano per i minori, per comprendere i contenuti della Convenzione approvata dalle Nazioni Unite nel 1989.

«A Napoli come altrove i bambini non riescono ad avere per scontato il diritto alla felicità – ha detto il sindaco Luigi de Magistris – Chi deve fare delle scelte deve stare insieme ai bambini e alle bambine e ascoltarli. Ce lo hanno chiesto con le manifestazioni in difesa del pianeta e posso dire che a Napoli ragazzi e ragazze sono protagonisti: questa è la città d’Europa con il numero più alto di giovani, ha il volto umano e non lascia indietro nessuno». «La scuola – ha detto Luisa Franzese, direttore dell’Ufficio scolastico regionale della Campania – non è solo una comunità che educa ma anche una comunità di persone che si riuniscono in momenti importanti come questo, chiamato a ricordare i trenta anni della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza».

Sul palco allestito in piazza, dove l’orchestra del liceo musicale Margherita di Savoia ha eseguito alcuni brani che hanno accompagnato l’iniziativa, è intervenuto anche il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro, in rappresentanza del governo. «Partire dai più piccoli – ha sottolineato è fondamentale – perchè la scuola è il pilastro della società italiana. Se riusciamo a formare non solo studenti ma cittadini, facciamo la cosa migliore per contribuire alla crescita della società di questo Paese».

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