Etichetta, questa sconosciuta. La sottovalutiamo ancora troppo

Set 25, 2019

Il 53 per cento degli italiani non la legge e uno su tre non conosce l’Inci, l’International Nomenclature of Cosmetic Ingredients
di Francesca Lici

etichetta questa sconosciutaEtichetta, questa sconosciuta. La leggiamo poco, quasi mai. E così acquistiamo profumi, oli, creme, shampoo e bagnoschiuma senza conoscerne gli ingredienti. Ce lo svela Uala – il sito e applicazione leader nel Sud Europa dedicato al mondo beauty – che svela un’indagine su oltre 500 utenti, volta a capire quanto si conosca l’Inci, cioè la denominazione usata per indicare i componenti dei prodotti di bellezza. Nonostante l’International Nomenclature of Cosmetic Ingredients sia fondamentale per tutelare la salute del consumatore, gli italiani sembrano sottovalutarlo: il 53 per cento infatti afferma di non leggere l’etichetta prima di acquistare un prodotto di bellezza e uno su tre non ha mai sentito parlare di questo acronimo.

Percentuali che si devono, probabilmente, alla poca informazione a riguardo: l’81% degli intervistati sostiene infatti che non si parli a sufficienza dell’Inci, contro solo il 19% che ritiene che ci sia abbastanza informazione in materia. L’attenzione a ciò che si mette nel carrello della spesa non è per tutti i prodotti uguale: il 44 per cento ammette di leggere ciò che acquista solo se si tratta di generi alimentari, percentuale uguale a chi dichiara di informarsi in egual misura su ciò che si mangia e ciò che si usa per prendersi cura del proprio corpo. Analizzando il comportamento di coloro che leggono l’Inci, si scopre che i prodotti per il viso sono quelli a cui si presta la maggiore attenzione (60 per cento). Al secondo posto sotto la lente di ingrandimento i prodotti per capelli (17 per cento) e al terzo quelli per il make-up (12 per cento). Appena il 9 per cento dei rispondenti valuta durante l’acquisto la qualità di creme per il corpo.

La maggior parte dei consumatori che compie scelte informate, anche nel campo della bellezza, ritiene parimenti importante che ciò che sta acquistando sia vegan, non testato sugli animali, senza parabeni e siliconi (60 per cento). Chi invece si concentra principalmente su una sola dicitura valuta fondamentale verificare che il prodotto sia privo di siliconi (18 per cento). Tra chi spende più tempo a vagliare la qualità di ciò che mettono nel carrello della spesa beauty, la marca non sembra essere sinonimo di garanzia. Il 71 per cento legge comunque i componenti del prodotto contro il 29 per cento di coloro che si fidano ciecamente della marca. Ma cosa succede quando il prodotto di bellezza viene utilizzato non a casa ma in salone? Che si tratti di fare un’acconciatura, un massaggio o una ceretta, non ci si dimentica mai di chiedere cosa contengono i prodotti utilizzati nel 19 per cento dei casi. Un altro 45 per cento dei rispondenti chiede spesso informazioni sui prodotti, mentre il 36 per cento ammette di non informarsi mai circa la qualità dei prodotti utilizzati dal salone.

 

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