venerdì, Novembre 15

La Biblioteca Maovaz di Ventotene vista dai ragazzi del Manzoni di Latina


«La storia è più vicina di quanto possiamo immaginare. Ma c’è una parte di essa, forse la più vicina a noi, che ancora ci sfugge»

di Al. Van.

la biblioteca maovaz di ventoteneUn lavoro per avvicinare un gruppo di giovani studenti medi alla storia contemporanea. Come si legge nell’introduzione al libello intitolata «Un gruppo di millennials in archivio», per la prima volta i ragazzi hanno messo piede in un archivio storico, luogo lontanissimo dalla loro vita quotidiana, dalle loro abitudini, hanno ricevuto i primi rudimenti su cosa sia e a cosa serva questo luogo un po’ misterioso ma così prezioso per la nostra memoria collettiva.

In uno stretto arco di tempo si sono misurati con una ricerca storica, con l’indagine sulle fonti bibliografiche e di archivio, con una visita sul campo, a Ventotene. E con la narrazione scritta. Hanno visitato e appreso la funzione degli istituti di conservazione sia del loro territorio, l’Archivio di Stato di Latina, sia sul piano nazionale l’Archivio Centrale dello Stato. L’oggetto della ricerca è stato la Biblioteca dei confinati politici di Ventotene, alcuni anni fa rinata come Biblioteca comunale su decisione dell’amministrazione dell’isola e intitolata a Mario Maovaz, antifascista triestino che durante gli anni del confino ne era stato il principale direttore, torturato e ucciso il 28 aprile del 1945 a Trieste dai soldati nazisti.

Da tutto questo è nato «La Biblioteca Maovaz di Ventotene», un quaderno del Laboratorio storico del Liceo Manzoni di Latina, frutto della collaborazione tra il liceo, l’Archivio di Stato di Latina e la Atlantide editore, che sarà presentato domani quattro settembre alle ore 19 nella sala polifunzionale Umberto Terracini, nell’ambito del XXXVIII seminario nazionale di formazione federalista europea, organizzato dall’Istituto di studi Altiero Spinelli. Il libello di 64 pagine reca sulla IV di copertina una riflessione di uno dei ragazzi coinvolti nel progetto: «La storia è più vicina di quanto possiamo immaginare. Lì fuori è pieno di storia. Storia che aspetta di essere scoperta. Siamo abituati a studiarla sui libri o a leggerla su internet, ma c’è una parte di essa, forse la più vicina a noi, che ancora ci sfugge». Parole che danno il senso dell’esperimento portato avanti dal Liceo Manzoni proprio nell’anno in cui migliaia di storici, docenti e intellettuali italiani hanno sottoscritto l’appello a difesa dello studio della storia sottolineandone l’importanza civile, nella vita quotidiana.

All’appuntamento, insieme ad alcuni dei giovani autori, saranno presenti Aurora Caterina Moretto, Sara Bruni, Cassandra Severin, Francesca Loffredo, Marika Gnani e Carlo Marocco. Interverranno l’editore e coordinatore del progetto, Dario Petti, la professoressa Maria Forte, responsabile del dipartimento di storia del Liceo Manzoni, il professore Paolo Cutolo, direttore della biblioteca Maovaz di Ventotene, e Mario Leone, vice direttore dell’Istituto Altiero Spinelli.

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