venerdì, Novembre 15

«Di mano in mano». Studenti insieme per contrastare il caro libri


Al via a fine agosto il mercatino del libro e la raccolta di materiale scolastico per le famiglie in difficoltà. Appuntamento nella libreria romana Todomoto

di Giancarlo Narosi

di mano in manoSi chiama «Di mano in mano». E’ il nuovo progetto di Nonna Roma, Unione degli studenti, Anpi di Villa Gordiani e Libreria Todomodo, per il contrasto alla povertà educativa e a favore del diritto allo studio. «Di mano in mano» prenderà il via alla dalla fine di agosto negli spazi della libreria romana di via Bellegra 46. L’iniziativa della «Rete dei Numeri Pari» – che unisce centinaia di realtà sociali diffuse in tutta Italia – si concretizza in un mercatino del libro usato e in una raccolta di materiale scolastico per famiglie in difficoltà.

«Recenti indagini dicono che le spese per studente si aggirano tra i 900 e i mille euro l’anno tra libri e corredo scolastico e questo rende sempre più difficile la possibilità per tante famiglie di sostenere questa spesa eccessiva – si legge nella nota di Numeri Pari – La povertà educativa che determina finanche situazioni di dispersione scolastica, che Nonna Roma (circolo Arci, ndr) contrasta con il doposcuola nel corso dell’anno, passa anche dalla possibilità di accesso e quindi la pari opportunità di poter avere libri, zaino, astucci e tutto il materiale utile per andare a scuola».

«Il mercatino del libro usato in particolare vuole attivare un meccanismo di cooperazione sociale tra studenti, ricreando una comunità capace di riappropriarsi dei diritti che le vengono sottratti – continua la nota – Non è un mistero che il diritto allo studio, analogamente al diritto alla casa e ad altre politiche cardine per garantire uguaglianza sociale e un’esistenza libera e dignitosa a tutti è un tema dimenticato, quando non violato, da questo e dai precedenti governi. Quando non è stata trattata come un salvadanaio da cui pescare risorse, la scuola è stata pensata come mera anticamera del mercato del lavoro».

«Il nostro progetto è allora una forma di protesta per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle carenze del diritto allo studio e per avviare un meccanismo di cooperazione che faccia da contraltare alla logica dell’istruzione come strumento per consolidare invece che per eliminare le disuguaglianze – concludono i promotori – Si tratta di un primo passo da fare insieme, a cui affiancare risposte politiche che ci parlino di diritti sociali. Chiediamo la modifica delle tasse sul reddito, non per ridurre le tasse a chi ha già di più, ma per permettere a chi ha bambini nelle scuole primarie di poter detrarre dalle imposte le spese per l’acquisto dei libri scolastici e chiediamo l’attivazione a livello locale di servizi per garantire il più ampio accesso all’educazione, a partire dal potenziamento delle biblioteche e dalla disponibilità presso le stesse dei libri di testo adottati nelle scuole della zona. Facciamo comunità per difenderci subito e costruire insieme la nostra idea di alternativa».

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