lunedì, Settembre 16

Il contrasto al caporalato in agricoltura è legge


Una battaglia di civiltà vinta. Seguiremo da vicino il percorso di attuazione della legge

di Pierluigi Talamo, Segretario regionale Uil Lazio

Il contrasto del caporalato in agricoltura è leggeIl contrasto al caporalato nel Lazio finalmente è legge. Oggi l’aula del Consiglio regionale ha approvato il testo «Disposizioni per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura». Un provvedimento ben articolato che abbiamo sostenuto con forza e impegno in ogni suo passo, perché fermamente convinti che a fronte di tante aziende che operano nel rispetto della legalità ce ne sono state altre che hanno sfruttato tanti lavoratori, spingendosi oltre, fino a creare nuove forme di schiavitù. 

Nei mesi scorsi avevamo firmato un protocollo propedeutico all’attuale testo di legge, che conteneva le prime misure sperimentali per contrastare fenomeni di sfruttamento del lavoro in agricoltura largamente diffusi nel Lazio. Il tema dei trasporti, la piattaforma informatica per incrocio domanda e offerta di lavoro e la sicurezza erano le prime misure contenute in quel documento. 

Il contrasto del caporalato in agricoltura è leggeL’elaborazione del testo, i suoi passaggi in commissione, le riunioni con le parti sociali: oggi possiamo dire che a questa legge abbiamo dato un contributo che riteniamo decisivoNon a caso il testo approvato dall’aula della Pisana mette in primo piano il ruolo della Rete del lavoro agricolo di qualità e la creazione delle sezioni territoriali. E si impegna a diffondere e promuovere l’iscrizione delle aziende alla rete stessa, attuare misure volte a favorire l’incontro tra la domanda e offerta di lavoro e incentivare le aziende che rispettano i contratti di lavoro nazionali. Questi sono alcuni dei compiti demandati delle sezioni territoriali.

Fondamentale anche la codificazione degli indici di congruità che disciplineranno il rapporto tra il lavoro nei campi e il fabbisogno occupazionale delle aziende, un modo questo per difendere le attività sane da quelle che operano e proveranno ancora a reperire lavoro in modo illegale. Solo rispettando questi indici le aziende potranno accedere ai futuri finanziamenti regionali. Indici che contribuiremo a individuare entro i prossimi mesi di concerto con la Giunta regionale.

La battaglia di civiltà è vinta. Questo è anche il risultato delle corrette relazioni sindacali e del confronto costante con l’assessorato e la commissione lavoro della Regione Lazio. Ma guai ad abbassare la guardia. Saremo sempre vigili monitorando lo stato di applicazione della nuova legge, perché il lavoro nero e irregolare toglie dignità. Non possiamo permettere che ciò accada ancora.

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