lunedì, Settembre 16

Riciclare plastica per costruire scuole. L’Unicef scommette in Costa D’Avorio


Una fabbrica riciclerà 9.600 tonnellate di plastica l’anno. Nel Paese africano occorrerebbero 15mila aule per soddisfare le necessità dei bambini

di Francesca Lici

Riciclare plastica per costruire scuoleConvertire i rifiuti in plastica in mattoni. E poi utilizzarli per costruire una scuola. In Costa D’Avorio si può. Il progetto è dell’Unicef – che sta costruendo una fabbrica in collaborazione con l’azienda sociale Conceptos Plasticos – per la conversione dei rifiuti in mattoni di plastica riciclata. Mattoni resistenti al fuoco, più economici, più leggeri e con una durata stimata in centinaia di anni di più rispetto ai materiali di costruzione convenzionali.

«Talvolta, all’interno delle nostre sfide più pressanti, si nascondono opportunità promettenti – ha dichiarato Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef – Questo è più che un progetto di gestione dei rifiuti». Ogni giorno ad Abidjan vengono prodotte oltre 280 tonnellate di rifiuti in plastica. Solo il 5 per cento viene riciclato – il resto finisce principalmente in discarica. La Costa d’Avorio ha bisogno di 15mila aule per soddisfare le necessità dei bambini. Così, la plastica riciclata, raccolta da zone inquinate ad Abidjan e dintorni sarà utilizzata per costruire 500 aule per oltre 25mila bambini.

«Questa fabbrica sarà all’avanguardia per soluzioni intelligenti e replicabili su scala per alcune delle maggiori sfide per l’istruzione che i bambini e le comunità africane affrontano – ha aggiunto Fore – Il suo potenziale è triplice: un numero maggiore di aule per i bambini, rifiuti in plastica ridotti nell’ambiente e possibilità di guadagno aggiuntivo per le famiglie più vulnerabili». A lavori ultimati, la fabbrica potrà riciclare infatti 9.600 tonnellate di plastica l’anno e darà lavoro alle donne che vivono in condizioni di estrema povertà.

«Abbiamo collaborato con l’Unicef perché vogliamo che il nostro modello d’impresa abbia un impatto sociale – ha spiegato Isabel Cristina Gamez, cofondatrice e Ceo di Conceptos Plasticos -Trasformando l’inquinamento da plastica in un’opportunità, vogliamo aiutare a fare uscire le donne dal circuito della povertà e lasciare un mondo migliore ai bambini». «Una delle maggiori sfide che i bambini in età scolare ivoriani affrontano è la mancanza di aule – ha aggiunto il rappresentante dell’Unicef, Aboubacar Kampo – I bambini dei quartieri poveri potranno entrare nelle aule. Sono bambini che non avrebbero mai pensato che ci sarebbe stato un posto per loro a scuola».

Il precedente esiste già: utilizzando mattoni di plastica fabbricati in Colombia, sono state costruite nove aule a Gonzagueville, Divo e Toumodi. Un modello che potrebbe essere replicato in altri paesi del continente, considerando che l’Africa centrale e occidentale ospita un terzo dei bambini in età di scuola primaria e un quinto in età di scuola secondaria del mondo. Ma queste giovani generazioni non hanno accesso all’istruzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.