In vacanza? Sì, ma con un prestito da ripagare in 51 rate

Giu 21, 2019

Da una indagine di Facile.it e di Prestiti.it si scopre che nei primi cinque mesi del 2019 sono stati erogati prestiti per oltre 72milioni di euro. Una richiesta su tre è under 30
di Redazione

in vacanza sìLa vacanza? Difficile rinunciarci. Gli italiani sono pronti a tutto pur di godersi un po’ di meritato riposo. Basti pensare che nei primi cinque mesi del 2019 sono stati erogati oltre 72 milioni di euro in prestiti personali destinati a coprire le spese legate alle vacanze. La stima di Facile.it e Prestiti.it al termine di una indagine, compiuta su un campione di oltre 95mila domande di finanziamento presentate dal primo gennaio al 31 maggio attraverso i due portali.

Cresce del 30 per cento la domanda per importi intorno ai 5mila euro ma il 70 per cento delle richieste (il dieci per cento in più sullo stesso periodo dello scorso anno), oscilla tra i due e 5mila euro mentre il peso percentuale di coloro che hanno cercato di ottenere più di 10mila euro è passato dal 22 per cento al 17 per cento del totale. Altro dato significativo è quello relativo al calo degli importi medi richiesti, i piani di ammortamento si sono allungati, passando così da 45 a 51 rate.«Analizzando poi il profilo di chi ha presentato domanda di prestito personale per pagare un viaggio –  prosegue l’indagine di Facile.it e Prestiti.it – emerge come questa tipologia di finanziamento sia particolarmente diffusa tra i giovani. Se, in generale, chi si rivolge a una società di credito in Italia ha, in media, più di 43 anni, quando si tratta di prestiti per le vacanze l’età media dei richiedenti scende al di sotto dei 39 anni. Un valore su cui hanno un ruolo determinante gli under 30, ai quali fa capo quasi una domanda di prestito vacanze su tre».

Nel 76 per cento dei casi è stato un uomo a richiedere un prestito, lo stipendio medio dichiarato è di 1.750 euro, anche se permangono le differenze tra il campione maschile – che in media ha detto di percepire mensilmente 1.862 euro – e quello femminile – con un reddito mensile di 1.361 euro. Per quanto riguarda la posizione lavorativa dei richiedenti, il 61 per cento è un dipendente privato a tempo indeterminato, il 10 per cento un lavoratore autonomo o libero professionista.

 

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