Contenere l’invasione dei cinghiali. Il Lazio ci prova con un protocollo

Mag 23, 2019

di Fra. Li.

Contenere l’invasione dei cinghialiContenere l’eccessiva presenza dei cinghiali sul territorio regionale. Assicurare la conservazione della specie ma anche della biodiversità. Limitare i danni alla popolazione e alle aziende agricole. Il protocollo d’intesa, approvato dalla giunta regionale del Lazio, sottoscritto con Federparchi Lazio, Coldiretti Lazio e Legambiente Lazio, prova a trasformare una criticità in risorsa. Basti pensare che nel 2018 sono stati stimati in 4 milioni di euro i danni nel Lazio causati dal proliferare incontrollato della specie.

Tra i punti previsti dall’accordo si trova l’attivazione di studi sperimentali per la valutazione dell’efficacia del controllo numerico delle popolazioni e di prevenzione del danno. Ma anche la semplificazione dell’iter autorizzativo per i piani di controllo della fauna selvatica nelle aree protette. E’ prevista la realizzazione di un programma regionale di formazione e aggiornamento degli agricoltori e del personale operante delle aree protette. E una campagna di comunicazione finalizzata all’aumento del livello di conoscenza degli agricoltori sulle modalità di accesso agli indennizzi dei danni e agli strumenti di prevenzione, nonché alle implicazioni del mutato quadro normativo europeo.

Animali e carni potranno essere: destinati alla cessione diretta o all’allevamento; se macellati o abbattuti, conferiti presso un centro di lavorazione della selvaggina autorizzato; ceduti, come carcasse, per uso privato domestico con divieto di commercializzazione, al personale coinvolto nelle operazioni di abbattimento; donati ad associazioni e altri organismi senza fine di lucro, previa verifica sanitaria e a condizione che siano utilizzati a scopo benefico. Entro sessanta giorni dalla sottoscrizione del protocollo, la Regione Lazio definirà con le Asl procedure specifiche e omogenee per tutto il territorio per la gestione degli aspetti sanitari inerenti i soggetti catturati o abbattuti, la lavorazione e il trattamento della selvaggina e per le verifiche di conformità sanitaria. L’accordo ha durata triennale prevede uno stanziamento regionale di 100mila euro annui.

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