venerdì, Ottobre 18

Lavoro nero. La ferita aperta che nega diritti e dignità


Crescono le irregolarità nelle aziende ispezionate. Il rapporto annuale dell’Ispettorato del Lavoro certifica 42306 lavoratori invisibili

di Alfonso Vannaroni

lavoro nero Oltre quarantadue mila lavoratori in nero, il 40 per cento del totale rilevato di irregolari. Un fenomeno che solca l’Italia da nord a sud e pone Campania, Puglia, Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna tra le regioni dove l’incidenza del fenomeno è più elevata. Terziario, edilizia, agricoltura e industria i settori merceologici più colpiti. I numeri del «rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale» dell’Ispettorato nazionale del lavoro dicono che rispetto al 2017, il 2018 si è chiuso con un più 5 per cento di anomalie nelle aziende ispezionate: un’emergenza che continua a negare diritti e a privare di dignità uomini e donne.

Complessivamente in tutto il territorio italiano il personale ispettivo dell’Istituto – insieme con quello dei militari del comando Carabinieri per la tutela del lavoro, dell’Inps e dell’Inail – ha monitorato 144.163 imprese, 98.255 quelle in cui si sono riscontrati illeciti, praticamente due su tre. L’ammontare dei contributi e premi evasi recuperati è stato pari a 1.356.180.092 di euro, superiore del 23 per cento rispetto all’anno precedente. L’Ispettorato del lavoro ha scoperto 10.082 lavoratori in nero nei sevizi di alloggio e ristorazione. Tanti gli invisibili anche nel commercio (4.722), nell’edilizia (4.710), nelle attività manifatturiere (4191) e nell’agricoltura (3.349). Il Lazio con i suoi 2974 casi accertati si colloca al quarto posto, preceduto in classifica dalla Lombardia (3066), Puglia (3536) e Campania (5502).

Nel report c’è un focus sul caporalato in agricoltura. In questo settore ci sono state 7.160 ispezioni, con un tasso di irregolarità del 54,79 per cento. Ciò significa che dei 5.114 lavoratori irregolari, 3.349 (65,5%) erano in nero. Sono stati 479 i provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, 404 quelli revocati a seguito delle successive regolarizzazioni. Deferite all’autorità giudiziaria 299 persone (+220% rispetto alle 94 del 2017). Nel settore dell’autotrasporto sono state controllate 6.855 aziende. Qui gli illeciti sono stati 4.358. Le infrazioni riscontrate hanno interessato 12.120 lavoratori, di questi 1.130 erano in nero. Ma c’è altro. Su un totale di 3.311 cooperative controllate, ne sono risultate irregolari 1.986, circa il 60 per cento. Occupati irregolarmente oltre 28 mila persone, più di mille senza alcun tipo di tutela. «L’attività ispettiva è migliorata in tutti i settori, dal riscontro del tasso di irregolarità al recupero dei contributi e dei premi – ha detto il generale Leonardo Alestra, direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro – E’ una tendenza che stiamo riscontrando anche in questi mesi e che dovremo ancora di più mettere a frutto durante quest’anno con le risorse aggiuntive che sono state assegnate all’Inl dalla legge di bilancio».

Quindi più controlli, più ispezioni, più sanzioni. Perché la presenza di un lavoratore o di una lavoratrice in nero in oltre il 48 per cento delle controlli effettuati lo scorso anno è una sconfitta per tutti.

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