lunedì, Giugno 17

Spesa per l’istruzione. Italia agli ultimi posti in Europa


Siamo quintultimi. Con appena il 3,9 per cento del Pil, rispetto al 4,7 della media europea

di Nico Luzzaro

Italia quintultima in Europa per spesa in istruzione. Con appena il 3,9 per cento del Pil, rispetto al 4,7 per cento della media europea, il nostro Paese è inferiore a Francia (5,4%), Regno Unito (4,7%) e Germania (4,2%). Questo quanto emerge dal secondo Rapporto sulla povertà educativa minorile in Italia realizzato da Openpolis in collaborazione con l’associazione ‘Con i Bambini’, presentato presso il Centro Congressi dell’Università La Sapienza.

Un quadro generale preoccupante, che al suo interno contiene numerose e ulteriori criticità, come le differenze fra le aree del Paese. Profonde disuguaglianze ci sono tra centro e periferia, tra Nord e Sud (esempio, le cinque regioni che offrono meno posti in asilo nido sono tutte del Mezzogiorno, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Campania); tra comuni più connessi e aree interne (il 10,3% dei ragazzi tra 14 e 18 anni residenti in Italia vive in un comune interno senza scuola superiore statale).

In Italia in media la popolazione con meno di 18 anni rappresenta il 16,2% dei residenti. Nei comuni periferici e ultraperiferici, la popolazione con meno di 18 anni arriva a malapena al 15 per cento. Mentre la quota cresce fino al 17% nei comuni di cintura, ovvero gli agglomerati urbani attorno alle città maggiori, e nei poli intercomunali. Nelle aree interne il ruolo della scuola è importante anche come fattore di coesione territoriale. Allo stesso tempo, per ragioni che chiamano in causa la perifericità di queste zone, l’offerta educativa può risultare compromessa.

 

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