lunedì, Aprile 22

Lo sport in cifre nella Tuscia. E il suo ruolo sociale


Terza posizione tra le province del Lazio. Mancano però impianti adeguati, necessari per fare il salto di qualità

di Lele Pajetta

lo sport in cifre nella tuscia Non è tra le prime, ma non importa. Sono 407 le società sportive di Viterbo e provincia, per 23 mila atleti, 1426 allenatori e 3452 dirigenti. Mentre gli arbitri sono 752. E’ la fotografia dell’Istat, statistiche culturali, di cui lo sport fa parte a pieno titolo. Anche per la valenza sociale che riveste, soprattutto in un periodo di crisi permanente.

La Tuscia è terza. Dopo Roma (3965 società, 339mila atleti, 20mila allenatori, 28mila dirigenti e 6444 arbitri), Latina (610 società, 48 mila atleti, 2165 allenatori, 5032 dirigenti e 1296 arbitri) e Frosinone (479 società, 25 mila atleti, 1439 allenatori, 3653 dirigenti 1130 arbitri). Ultima posizione per Rieti con 225 società, 14 mila atleti, 760 allenatori, 1931 dirigenti e 490 arbitri). Complessivamente nella nostra regione le società sportive sono 5686, gli atleti 450mila, oltre 25mila gli allenatori, 42mila i dirigenti e 10mila gli arbitri. I dati sono aggiornati al 2016. In Italia ci sono più di 62 mila società per oltre 4 milioni e mezzo di atleti, 252 mila allenatori, 545 mila dirigenti e 120 mila arbitri.

lo sport in cifre nella tuscia«I dati – spiega Istat – forniscono un quadro sintetico del movimento sportivo organizzato e regolamentato dalle 45 Federazioni sportive nazionali e dalle 19 Discipline sportive associate riconosciute dal Coni nel 2016. Lo studio, realizzato dal Centro studi e Osservatori statistici per lo sport della Coni Servizi, effettuato con cadenza biennale dal 1981 e annualmente dal 2007, rientra tra le indagini comprese nel Programma statistico nazionale del Sistan (Sistema statistico nazionale, che raccoglie l’insieme delle rilevazioni statistiche d’interesse per il Paese). I dati, raccolti secondo criteri di omogeneità che consentono di effettuare comparazioni tra le varie Federazioni sportive e discipline associate, si riferiscono alle società sportive, agli operatori e agli atleti tesserati e forniscono dettagli sulla diffusione territoriale, sull’evoluzione temporale e sull’articolazione dei diversi sport praticati in Italia».

Scendendo nel dettaglio, e restando sempre sul dato nazionale, l’unico disponibile, il 48% degli atleti ha un’età compresa tra gli 8 e i 17 anni, mentre le società sportive danno lavoro a 130 mila persone. Quinto posto per l’Italia a livello europeo. Le prime quattro posizioni nell’Unione europea, per quanto riguarda i livelli occupazionali nel settore sportivo, sono occupate dal Regno Unito (435 addetti) seguito dalla Germania (253 mila), dalla Spagna (201 mila) e dalla Francia (169 mila). Sempre in Gran Bretagna si registra il maggior numero di donne che lavora in ambito sportivo. Quasi 200 mila in tutto. Secondo posto per la Germania (133 mila), terzo Spagna (83 mila), quarto Francia (68 mila) e quinto Italia (77 mila).

lo sport in cifre nella tusciaPer quanto riguarda gli sport più praticati in Italia, al primo troviamo il calcio (13.695 società, oltre un milione di atleti e 355 mila operatori sportivi). Seguono il basket (5735 società, 315 mila atleti e 50 mila operatori sportivi) e la pallavolo (4579 società, 346 mila atleti e 86 mila operatori sportivi). Una realtà sportiva che negli anni ha rivestito un ruolo decisivo sia dal punto di vista della crescita personale sia della tenuta sociale. In contesti dove il welfare è stato spesso carente – come in quelli provinciali e rurali – lo sport ha permesso di mettere in campo vere e proprie politiche locali di coesione e integrazione.

Coesione, perché ha garantito trasversalmente l’apprendimento di regole sociali. Condivisione e rispetto dell’autorità innanzitutto. Autorità svincolata dalle dinamiche locali spesso incentrate su rapporti parentali e talvolta clientelari. Lo sport ha permesso alle persone, soprattutto ragazzi e ragazze, di rapportarsi a forme di autorità e autorevolezza differenti rispetto a quelle conosciute nel proprio ambito familiare. Integrazione, perché – in particolar modo negli ultimi anni, a seguito dei flussi migratori che hanno interessato il nostro paese – lo sport ha costituito uno dei primi tasselli di inserimento all’interno del tessuto sociale da parte delle popolazioni migranti. Il primo contatto con i sistemi sociali e culturali rurali, e con le regole che li caratterizzano, è avvenuto spesso tramite una partita di calcio o l’inserimento di ragazzi e ragazze nell’ambito delle società sportive.

lo sport in cifre nella tusciaQuello che manca, e manca in modo particolare in provincia di Viterbo, sono impianti sportivi adeguati e una squadra capace di catalizzare le risorse e rappresentare anche uno strumento di valorizzazione del territorio. Pur avendo un settore sportivo che più volte ha sfornato campioni di livello, ad esempio i calciatori Mauro Valentini, Alessandro Conticchio e Leonardo Bonucci, Viterbo non ha mai superato la serie C calcistica. E questo anche per la mancanza di un impianto sportivo adeguato. Risultati migliori sono stati invece ottenuti con la pallacanestro, la pallavolo, il rugby e il baseball dove le società della Tuscia hanno raggiunto la massima serie.

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