Natale plasticfree. I consigli del Wwf

Dic 24, 2018

Cinque utili suggerimenti dell'associazione ambientalista per alleggerire il nostro impatto sul pianeta. Ecco come dovrebbe essere un Natale Plasticfree
di Al. Van.

natale plastifree Che sia Natale, ma che sia un Natale plasticfree. Saranno giorni ricchi  di insidie quelli che ci aspettano in questo periodo di festività. Soprattutto per chi ha scelto da tempo o sta sciegliendo un comportamento responsabile per minimizzare l’impatto sull’ambiente. Un Natale plasticfree, ma come?  «Tra pranzi, cene natalizie e di capodanno, shopping e regali, addobbi e pulizie post feste – dice il Wwf – diventiamo super consumatori rispetto agli altri giorni dell’anno». L’associazione ambientalista mette in fila alcuni consigli indicando la strada per un natale plasticfree. «Ma la plastica non è il solo problema – ricorda il Wwf – complessivamente i rifiuti in questo periodo aumentano in media del 30 per cento». Considerata la tipologia (imballaggi  e stoviglie usa e getta) molti sarannno destinati a far aumentare il volume di quelli indifferenziati.

Intanto l’Ue e gli Stati membri hanno recentemente messo al bando gli oggetti di plastica monouso come cannucce, piatti, bicchieri, posate, contenitori in polistirolo. E proprio sugli imballaggi il Wwf ha chiesto di introdurre una cauzione che stimoli i consumatori italiani a riconsegnarli per favorire riciclaggio. L’obiettivo è del 100 per cento imballaggi di plastica riciclabili o riutilizzabili entro il 2030. nel frattempo ognuno di noi può fare la differenza, iniziando proprio in questi giorni a utilizzare stili di vita ecocompatibili. Il Wwf traccia il percorso:  la campagna #plasticfree è composta da pochi e semplici gesti, che però se moltiplicati per gli oltre 60 milioni di italiani possono contribuire ad alleggerire il nostro peso sul pianeta.

L’albero di Natale: dovrebbe avere decorazioni di vetro, legno o di pasta di sale colorata. La scelta migliore sarebbe addobbare piante che già possediamo o acquistare un sempreverde nostrano (ginepro, corbezzolo, agrume) che si adatta ai nostri ambienti. Se vogliamo l’abete, prendiamolo in un vivaio locale, controllando la provenienza e la presenza di un idoneo pane di terra. Trattiamolo con cura e dopo le feste trasferiamolo in un vaso più grande, posizionato in una zona fresca e umida del terrazzo.

Scarta la plastica: l’ideale sarebbe non incartare i regali, ma rischia di svanire l’effetto sorpresa. Per il pacchetto fai da te un buon compromesso è preferire la carta di recupero (giornali, spartiti musicali, fumetti, tessuti) o riciclata. Evitiamo quella metallizzata che non è riciclabile. Per decorare il pacco usiamo rafia, corda, bastoncini di spezie al posto di nastri e coccarde di plastica. In negozio, al momento dell’impacchettamento, chiediamo esplicitamente una confezione senza plastica. Non strappiamo le confezioni e le buste di cartone, perché potremmo riutilizzarle.

Fare shopping in compagnia: un car pooling per gli acquisti natalizi è un regalo alla nostra città e all’ambiente. Usiamo sempre shopper di tela e chiediamo di carta e tessuti per i pacchetti.

No ai regali inutili: regali per i più piccoli con materiali naturali (lana, cotone, legno, carta). Regala l’adozione una specie a rischio tra elefante, tigre, orso polare, delfino, lupo, panda. In questo modo aiuti il Wwf a combattere il bracconaggio e a preservare gli ambienti più ricchi di biodiversità. Insieme alla sorpresa di un regalo insolito arriverà anche il certificato e le schede con tutte le informazioni sulla specie adottata. Pranzi e cenone: stop allo spreco: evitiamo le stoviglie in plastica usa e getta e se abbiamo davvero tanti ospiti optiamo per quelle in bioplastica, carta o bambù che possono essere smaltite (anche sporche) con gli scarti alimentari.

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