venerdì, Novembre 15

Pagare i rifiuti due volte? Adesso basta


Il Lazio non esce dalla crisi perchè non c’è unità di vedute tra Comune e Regione

di Giuliano Sciotti, Segretario regionale Uil Lazio

pagare i rifiuti due volteDopo l’incendio dell’impianto Tmb di salario a Roma ci troviamo nella condizione di fare i conti con l’incuria e la scarsa professionalità della politica in tema di ciclo dei rifiuti. L’incendio risolve – se così si può dire – il tema di un impianto che è divenuto il simbolo di come si gestiscono i rifiuti a Roma ma anche nel Lazio.

Hanno fatto tutti finta di non sapere, ma in questo silenzio di responsabilità hanno pagato i cittadini del salario e delle zone vicine.  Molti – nei giorni dell’incendio hanno dovuto lasciare la propria casa – altri sono rimasti lì perché non avevano altra soluzione. Ma ecco il fatto sorprendente: il Comune di Roma, che fino al giorno prima aveva vantato piani di raccolta differenziata strabilianti, ha scoperto che era meglio ricorrere all’emergenza cosi che il virtuale confronto con i cittadini si risolvesse con la decisione di un Commissario che non ha orecchie per sentire le persone i comitati e i sindacati. E se ciò non bastasse, la sindaca di Roma si è premunita dicendo che correva anche aumentare la tariffa perché – si sa – a Natale si fanno i regali.

E’ giunto il momento di parlare di incapacità di gestione, perché annoveriamo solo disfatte. I romani già pagano tanto per avere questa gestione dei rifiuti, non è accettabile che aumentino i costi perché un impianto va a fuoco. Assistiamo ad accordi per esportare i rifiuti in altre regioni o per portarli ad Aprilia alla Rida Ambiente. Ma il ciclo dei rifiuti a Roma non esiste. L’ultimo impianto pubblico impianto pubblico è di Lazio Ambiente, ma il termovalorizzatore è chiuso per revamping e probabilmente mai sarà concluso. C’è la discarica di Colle Fagiolara – che può accogliere rifiuti trattati – ma è oggetto del contendere tra la Regione Lazio e il Comune di Colleferro. Solo due sono in grado di accogliere rifiuti: Civitavecchia e Colleferro.

La Uil lo ha detto più volte e non si stancherà di ripeterlo: manca un piano regionale dei rifiuti e il Lazio non riesce a uscire dalla crisi perché non c’è identità di vedute tra Comune e Regione. E non solo in questi ultimi anni, ma da quando l’ex sindaco Marino chiuse la discarica di Malagrotta. E’ giunto il momento che la Regione scopra le carte e che il Comune di Roma dia indicazioni chiare all’ente di via Cristoforo Colombo. Solo così si  potrà procedere sul  piano regionale dei rifiuti e sui soggetti sui quali affidarsi (privati o dare spazio alle aziende pubbliche). E soprattutto in quali tempi si pensa di realizzare un’impiantistica degna di questo nome, utilizzando le nuove tecnologie messe a disposizione dall’industria. Tutto questo deve avvenire in tempi certi. Non possiamo accettare ulteriori tentennamenti, perché oggi e possibile modificare il sistema utilizzando impianti meno invasivi correggere l’attuale sistema, evitando di continuare a seppellire rifiuti nel terreno.  Esistono impianti a uso domestico risolvono il problema dell’umido con un semplice elettrodomestico, esistono impianti che permettono di avere un guadagno nel differenziare i rifiuti. Volgiamo un ciclo dei rifiuti che non faccia guadagnare milioni solo ai privati. Tutto questo si può, si deve fare.

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