La triste realtà del Fiume Sacco

Dic 17, 2018

Un corso d'acqua malato. Legambiente chiede l'avvio della bonifica
di Silvia Morini

la triste realtà del fiume saccoUn fiume malato. Si presenta così Sacco, l’affluente del Liri, che nasce tra Roma e Frosinone. Il fiume di maggiore importanza che attraversa i comuni di Colleferro e Frosinone, è gravemente inquinato a causa delle numerose industrie presenti nella zona che sversano sostanze inquinanti nel corso d’acqua. Concretamente, la schiuma bianca che nei giorni scorsi ha invaso il fiume deriverebbe da sostanze tensioattive ritrovate nelle analisi in quantità superiore di circa otto volte il limite consentito. Sostanze che sono presenti nelle vernici, emulsionanti, negli inchiostri e in tanti prodotti di uso.

«Le immagini che sono arrivate dai non lasciano dubbi sulla portata sempre più grave di un disastro per l’ecosistema fluviale di tutto il basso Lazio – aveva dichiarato tempo fa Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – chiediamo una task force delle forze dell’ordine per avviare un’azione di controllo e repressione degli scarichi illegali e un presidio del fiume visto che continuano a verificarsi questi fenomeni. Adesso le autorità indaghino sulle cause per fermare questo disastro a partire dal Fiume Alabro”. Anche qui sono state decine le segnalazioni inquietanti. “La schiuma è peraltro solo la manifestazione più evidente di uno stato grave – aveva spiegato Scacchi – anche senza dal corso d’acqua arrivano odori nauseabondi e questo succede da anni, non da ora». Nel frattempo sono state oltre 1.300 le firme cartacee e più di 8.700 quelle online. Questi i numeri raggiunti dalle petizioni informali promosse dal Coordinamento interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri e dalla task force Allerta Valle del Sacco per chiedere l’istituzione immediata del Registro Tumori in provincia di Frosinone. Una mobilitazione che non si arresta e che ha destato l’allarme della Procura di Frosinone, che ha aperto un fascicolo per disastro ambientale plurimo.

«Nella Valle del Sacco il Ministero dell’Ambiente deve procedere con l’avvio della bonifica ferma alla chiusura della perimetrazione – aveva concluso Scacchi – gli operatori industriali devono monitorare mai quanto oggi i reflui provenienti dalle loro lavorazioni, i Comuni devono sostenere percorsi virtuosi come il Tavolo dei Sindaci per l’Ambiente e il Contratto di Fiume del Sacco. Associazioni e cittadini, da anni, stanno dando il meglio di loro stessi nel monitoraggio, nella denuncia e nella strutturazione di percorsi virtuosi: amministrazioni e autorità facciano di tutto per sostenerli e avviare la riqualificazione, a partire proprio dalla denuncia e ricerca delle responsabilità di sversamenti illeciti nelle acque del Fiume».

 

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