Scuole di Viterbo. Difficile capire se sono a norma

Ott 16, 2018

«Sono pochissimi i dirigenti scolastici che possono dire che gli edifici che dirigono sono completamente a norma dal punto di vista sismico e antincendio. Sono quindi pochissimi i dirigenti scolastici in grado di stabilire se l'edificio in cui si trovano è a norma o meno»
di Redazione

scuole di viterbo«Sono pochissimi i dirigenti scolastici che possono dire che gli edifici che dirigono sono completamente a norma dal punto di vista sismico e antincendio. Sono altrettanto pochi i dirigenti scolastici che hanno piena contezza di tutta la documentazione relativa. Sono quindi pochissimi i dirigenti scolastici in grado di stabilire se l’edificio in cui si trovano è a norma oppure no». Lo ha detto Anna Maria Volpi, funzionario dell’ufficio scolastico provinciale, durante l’incontro convocato ieri mattina dal prefetto di Viterbo Giovanni Bruno.

L’idea era quella di far sapere la disponibilità dell’ordine degli ingegneri a svolgere attività di supporto in favore della pubblica amministrazione prive di specifiche professionalità in materia sismica. Ne è invece venuto fuori un quadro delle condizioni in cui si trovano gli edifici scolastici della Tuscia. Assieme a Bruno e Volpi, in sala Coronas, anche il presidente dell’ordine degli ingegneri di Viterbo Nicola Marcucci, Carlo Alberto Zucca, delegato regionale del genio civile di Viterbo, e Angelo Di Fiordo, funzionario del comando provinciale dei vigili del fuoco. Con loro anche i sindaci della Tuscia e il tecnico della provincia Mariano Di Pietro in sostituzione del presidente della provincia Pietro Nocchi impegnato in consiglio a Palazzo Gentili.

«Sono circa 230 gli edifici scolastici presenti in provincia, indipendentemente dalla loro proprietà – ha detto Volpi – I dirigenti scolastici hanno competenza sugli edifici ma non possono intervenire. L’intervento spetta infatti ai proprietari degli stessi». Vale a dire, per le scuole statali, comuni e provincia. E qui arrivano i problemi legati soprattutto all’assenza di finanziamenti adeguati. Per far fronte alla situazione, l’ordine degli ingegneri ha dato «la propria disponibilità – ha detto Marcucci – a far comprendere fino in fondo alle amministrazioni quali sono i rischi sismici e le possibilità di intervento sugli edifici. Il tutto attraverso sopralluoghi volontari». In tale direzione, il 30 settembre l’ordine degli ingegneri ha già fatto una giornata di sensibilizzazione in 1500 piazze italiane. Tra queste, anche Viterbo, Montefiascone e Valentano.

Una situazione, quella del rischio sismico, che riguarda diversi edifici scolastici sparsi in tutta la provincia. A Fabrica di Roma ci sono «problemi enormi – come ha evidenziato il vice sindaco Giorgio Cimarra – I lavori per la mensa scolastica, iniziati nel luglio del 2016, sono stati bloccati a seguito del terremoto del mese dopo. Da allora la mensa della scuola materna è ferma e non se ne sa ancora niente». A Cellere, «la scuola materna – ha poi aggiunto il sindaco Edoardo Giustiniani – non è al passo con le normative antisismiche». A Latera, come ha detto il sindaco Francesco Di Biagio, «le difficoltà di bilancio non ci permettono di fare interventi». Le difficoltà a intervenire derivano inoltre «dalla presenza di molti edifici – come ha fatto notare Tolomei – all’interno dei centri storici quindi concatenati con le abitazioni dei privati».

Una situazione critica riguardante tutto il territorio della Tuscia. «Una situazione – ha concluso il prefetto – che vogliamo affrontare in modo concreto. A partire da una mappatura», che Bruno ha chiesto pubblicamente a tutti i sindaci, «delle esigenze e delle difficoltà. Ente per ente, istituto per istituto, distinguendo tra edifici scolastici ed edifici storici».

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