Seimila occupati in Italia in rinnovabili ed efficienza energetica

Ago 28, 2018

Gli occupati sono soprattutto giovani under quaranta. Cresce la figura professionale dell'energy manager
di Giancarlo Narosi

efficienza energetica Le professioni legate alle attività di efficienza energetica si stanno evolvendo nel segno della green economy. Lo rileva il Centro Studi Avvenia, società del gruppo Terna che opera nel settore dell’efficienza energetica, analizzando i dati Inapp e Istat sulle professioni energetiche più innovative. Nel campo delle rinnovabili e del risparmio energetico – rilevano gli esperti del Centro studi – sulla base dei dati Istat presenti nel Sistema Informativo sulle professioni, in Italia oggi ci sono circa seimila occupati.

Chi sono? Soprattutto uomini (94 per cento), sotto i 40 anni di età per la maggior parte (53%) e lavoratori dipendenti nel 70 per cento dei casi. Un ambito lavorativo giovane e per i giovani. Le competenze individuate sino al 2030 faranno in modo che il tecnico dell’efficienza energetica sarà in grado di occuparsi di processi di efficientamento energetico in ambito industriale, presso enti pubblici e nell’edilizia civile. Sarà dunque centrale il suo ruolo nell’edilizia sostenibile, mentre sul piano della preparazione pratica dovrà conoscere la specifica materia di diagnosi energetica. E’ l’Inapp (l”Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) a sottolineare i possibili sviluppi dell’ingegnere energico, il cui ruolo sarà sempre più importante nelle aziende che gestiscono impianti di smaltimento o trattamento dei rifiuti in cui sono presenti processi di recupero energetico.

«Nell’ambito delle professioni energetiche – fa sapere Avvenia – si sta ritagliando uno spazio considerevole anche quella dell’energy manager, che acquisirà sempre più rilevanza. Gli ultimi dati Fire (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia) ci dicono che nel 2017 sono 2.315 quelli nominati (1.564 da soggetti obbligati e 751 dai non obbligati) con una crescita del 6 per cento in 4 anni per i soggetti obbligati e dell’11 per cento in 15 anni, includendo anche le nomine di soggetti non obbligati».

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