Sicurezza in auto. Italiani negligenti e sbadati

Ago 22, 2018

Solo il 47per cento degli italiani allaccia la cintura. E i bambini ci rimettono
di Nico Luzzaro

sicurezzaServe più sicurezza nelle nostre auto. Ci vuole più testa quando viaggiamo. “Ogni giorno in Italia muoiono 9 persone e se ne feriscono 700. Di queste, il 10% resta per sempre leso. Pesante il riflesso sulla popolazione 0-14: un bimbo muore ogni 15 giorni e 25 bambini restano feriti ogni giorno”. Questi i dati diffusi da Giovanni Busacca, direttore del Servizio Polizia stradale del ministero dell’Interno, durante la conferenza stampa di presentazione della campagna di sensibilizzazione ‘Bimbi in auto: vision zero’, promossa dai ministeri della Salute, dei Trasporti, degli Interni e dalle società scientifiche e culturali dei pediatri.

Gli ultimi dati Istat evidenziano l’emergenza: 175 mila gli incidenti stradali nel 2017. Nella popolazione generale i morti tornano a crescere con 3.378 vittime, mente i feriti gravi sono 17.300. Per quanto riguarda i minori, sono deceduti 25 bambini nel 2017 e 8.400 i piccoli feriti nella fascia 0-14. Il piano nazionale ‘Orizzonte 2020’ per la sicurezza stradale persegue l’obiettivo fissato dalll’Oms di ridurre a zero i bambini che muoiono a causa degli incidenti stradali. “Siamo passati da 70 nel 2010 a 43 bambini morti nel 2017”, precisa Valentino Iurato del ministero dei Trasporti, Direzione generale Sicurezza stradale.

Queste le regole da seguire in auto: “Secondo l’articolo 172 del codice la prima regola è assicurarsi, in base al peso e all’altezza del bambino, quale sia il seggiolino più adatto. Si può dedurre dall’etichetta di omologazione affissa sui seggiolini. Alcuni studi affermano che non assicurare il bambino con le cinture comporta un aumento di ferite gravi e mortali del 70-80%. Infine- prosegue Iurato- l’abitudine da far perdere agli adulti è quella di tenere i bambini in braccio, perché in caso di frenata non si riesce a trattenerli. A livello nazionale solo il 47% delle persone allacciano i bambini. Al Nord siamo al 60%, al Centro al 50% e al Sud al 17%”, conclude Iurato.

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