Confiscati beni a Ostia per un valore di 18milioni di euro

Giu 22, 2018

Secondo la guardia di finanza si era realizzato «un vero e proprio inquinamento dell'economia legale del litorale»
di Redazione

Confiscati beni per oltre 18 milioni di euro a Ostia. I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione a un decreto di confisca emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di prevenzione – su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia capitolina, nei confronti di due persone, ritenute esponenti di spicco del clan Fasciani.

Le indagini, condotte dagli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Roma, sono state avviate all’esito delle operazioni di polizia ‘Nuova alba’ (eseguita dalla Polizia di Stato nel luglio 2013) e ‘Tramonto’ (conclusa dalle Fiamme Gialle capitoline nel febbraio 2014), dalle quali era emersa l’operatività sul litorale romano dei Fasciani e dei due fratelli oggi raggiunti dal provvedimento di confisca. Sulla base degli elementi emersi nel corso di quelle indagini, la Dda ha delegato ai Finanzieri l’esecuzione di mirati approfondimenti economico finanziari volti alla ricostruzione del patrimonio posseduto, nonché all’individuazione delle attività economiche da essi esercitate, allo scopo di intercettare i flussi finanziari agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili. Il Gico – fa sapere la Guardia di Finanza – «è così riuscito ad accertare come i due avessero accumulato un ingentissimo compendio mobiliare e immobiliare, in parte intestato ai loro familiari, in misura assolutamente sproporzionata rispetto ai redditi lecitamente percepiti. Ne è derivato un vero e proprio inquinamento dell’economia legale del litorale, attuato sfruttando consapevoli prestanome che sono stati posti formalmente a capo di numerose società operanti nel settore della ristorazione, della panificazione, della gestione di stabilimenti balneari e del divertimento notturno, utilizzate come schermo per celare il centro di interessi occulto facente capo ai Fasciani».

Le indagini si sono giovate dell’apporto dei collaboratori di giustizia. I beni, prima sequestrati e oggi confiscati, sono: patrimonio aziendale e beni di 8 società e 1 ditta individuale, esercenti l’attività di bar, ristorazione, panificazione, commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari, gestione stabilimenti balneari e immobiliare, tutte a Roma/Ostia. 12 unità immobiliari e 1 terreno a Roma e in provincia de L’Aquila. Rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni. Contestualmente, attesa la ‘spiccata e allarmante pericolosità’ dei due fratelli, il giudice della prevenzione li ha sottoposti alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di 4 anni.

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