Estate sì, ma con le carte in regola

Apr 26, 2018

La Uil chiede al Prefetto di Roma verifiche e sugli stabilimenti balneari di Ostia
di Ma. Te. Ci.

Estate alle porte. Una stagione balneare all’insegna della legalità. E’ questa la richiesta inoltrata al Prefetto di Roma dalla Uil di Roma e del Lazio attraverso un esposto in cui si ribadisce l’importanza della verifica degli stabilimenti, dei contratti di lavoro applicati e l’urgenza di un tavolo istituzionale con tutti i soggetti coinvolti.

Stando ai dati diffusi nei giorni scorsi, infatti, le persone che a vario titolo lavorano all’interno degli stabilimenti balneari di Ostia si conterebbero sulle dita di una mano. Anche in periodo di alta stagione. Cosa che, considerando le tante mansioni svolte – dai bagnini alla reception, dal bar all’assistenza, agli addetti alle pulizie – significherebbe non solo un numero insufficiente di personale, ma anche che lo stesso personale lavora dalla mattina fino a tarda sera, senza possibilità di pause e turnazioni. Contro qualsiasi tipologia contrattuale, anche sotto forma di tirocinio. E’ per questo che il sindacato di via Cavori, ritenendo il rispetto della legalità prioritario in qualsiasi rapporto, ha inoltrato al Prefetto di Roma e al presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione un esposto, per verificare se le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari di Ostia “abbiano rispettato le norme previste dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e di tutta la legislazione vigente, al fine di revocare, qualora ne ricorressero le condizioni, la concessione a coloro i quali non risultassero in regola”.

«A nostro avviso – scrive il sindacato nell’esposto – è ipotizzabile una notevole quantità di lavoro irregolare perché anche con un’approssimativa analisi del fabbisogno, il numero dei lavoratori risulta del tutto insufficiente a garantire la mole dei servizi e delle attività offerte all’interno delle aree in concessione demaniale marittima dell’intero litorale di Ostia. I fatti esposti, ove accertati nelle reali dimensioni, sono tanto più gravi perché si tratta di lavoro svolto in concessioni demaniali, quindi pubbliche».

 

 

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