Capitale multietnica. A Roma aumentano gli stranieri

Mar 14, 2018

Uno studio della Uil del Lazio monitora l'immigrazione: meno permessi di soggiorno, più ricongiungimenti familiari
di Maria Teresa Cinanni

Roma capitale Multietnica.  A differenza del resto del Paese, aumentano gli stranieri nella Capitale, dove lo scorso anno si è registrano un incremento del 3% rispetto al 2016. Si tratta prevalentemente di uomini, anche se le donne continuano ad essere in maggioranza (344 mila a fronte di 319 mila uomini). Ciò vale per la Roma e tutte le province del Lazio, tranne Latina dove l’incidenza degli uomini risulta prevalente (53,6%), probabilmente perché prevale la richiesta di manodopera maschile da impiegare nelle attività agricole. L’82,2% dei cittadini stranieri del Lazio risiede nella provincia di Roma e il 56% proviene dall’Europa (371 mila in valori assoluti). Percentuale che solo nel comune capitolino scende al 44,3% per via della forte presenza asiatica (33%), poco significativa invece nelle altre città della regione. È quella rumena la nazionalità più presente sul territorio sia laziale (230 mila) sia capitolino (91 mila), seguono i filippini (46 mila nel Lazio, di cui ben 42 mila a Roma), i bengalesi (5,3% nel Lazio e 8,2% a Roma), e nella Capitale i cinesi (19 mila), mentre nel Lazio gli indiani (27 mila) residenti soprattutto nel territorio pontino.

I dati, presentati dalla Uil di Roma e del Lazio, trovano riscontro anche nel numero delle dichiarazioni dei redditi presentati nel 2017 presso gli sportelli Caf del sindacato. Il 29% degli 8.630 contribuenti stranieri che si sono rivolti ai Caf Uil è di nazionalità rumena. Seguono filippini e peruviani le cui dichiarazioni rappresentano il 10% dei contribuenti non italiani. La nazionalità di appartenenza sembra incidere anche sulla tipologia lavorativa: nell’edilizia predominano gli immigrati rumeni e albanesi, nell’agricoltura e nell’industria gli indiani e i pakistani, nel commercio i cinesi, i bengalesi e i senegalesi, nei servizi sociali, domestici e alla persona i filippini, i rumeni e gli ucraini. La quota prevalente di lavoratori domestici stranieri si registra nella provincia di Roma (86,9% del totale dei lavoratori domestici operanti) dove però si assiste nel 2017 a un calo di circa il 3% rispetto al 2015, probabilmente dovuto alla crescente difficoltà delle famiglie di destinare una parte delle proprie risorse economiche a figure di supporti esterne al nucleo famigliare.

Così come nel resto del Paese, anche nel Lazio è diminuito il numero dei permessi di soggiorno rilasciati, mentre sono aumentate le richieste di protezione internazionale e dei permessi per ricongiungimento familiare. Queste ultime rappresentano la domanda maggiormente rivolta ai patronati Ital Uil da parte dei cittadini stranieri. Con esiti differenti, perché se dialogare con le ambasciate italiane del sudAmerica è ancora fattibile, il rapporto con i paesi africani è divenuto particolarmente arduo, spiegano dal patronato, non solo per gli operatori ma anche e soprattutto per i cittadini che intendono inoltrare le pratiche per raggiungere il proprio congiunto in Italia. Tra i cittadini delle 92 nazionalità che lo scorso anno si sono rivolti agli sportelli dei patronati Uil della Capitale, filippini e peruviani sono quelli che hanno inoltrato il maggior numero di richieste di assegni familiari e sempre i peruviani, insieme ai bengalesi, sono quelli che più accedono al bonus bebè.

 

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