Treni bimodali a Rieti. «Riusciremo a vederli?»

Gen 23, 2018

I dati di Pendolaria dimostrano che i cittadini gradiscono il trasporto pubblico. La Uil: «investire in questo settore»
di Francesca Lici

Il Report Pendolaria di Legambiente

Se i treni ci sono, i cittadini li utilizzano. Eccome se li utilizzano. Segno evidente che laddove si investe, la voglia di spostarsi in treno cresce. Deve aver pensato questo La Uil di Rieti riflettendo sui dati e sui numeri contenuti nel dossier «Pendolaria» di Legambiente, il rapporto annuale dell’associazione ambientalista che fotografa lo scenario e le prospettive del trasporto ferroviario pendolare in Italia.

«Il Lazio è la seconda regione italiana per numero di pendolari – ricorda Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil Rieri – Sono più di mezzo milione infatti i cittadini che quotidianamente utilizzano il trasporto su rotaia per recarsi a lavoro o per andare a scuola. Nello specifico sono 540mila, pari al 19 per cento del totale su scala nazionale, e viaggia su 1526 convogli.  Al primo posto c’è una tratta a noi vicina, la Fl1, la Fiumicino Fara Sabina che viene utilizzata da 75mila viaggiatori. Poi c’è la Roma Viterbo frequentata da 70mila pendolari. Questi numeri testimoniano che il trasporto pubblico è una scelta gradita ai cittadini. Ma è chiaro che deve esserci un offerta».

A Rieti, si sa, ferrovia e treni sono ancora un sogno. Destinato a restare tale chissà per quanto ancora. «Nella nostra città – spiega il segretario – l’offerta è praticamente inesistente, nonostante da anni ci battiamo con l’obiettivo di dotare la città di collegamenti efficienti con la Capitale. Ancora oggi per raggiungere Roma o per tornare da Roma a Rieti i cittadini optano in misura quasi prevalente per le corse del Cotral». «Da tempo la Uil chiede l’acquisto di treni bimodali – ricorda la Uil – necessari per ridurre i tempi di percorrenza da Rieti a Roma passando per Terni. Dopo tante insistenze, il presidente della Regione Lazio Zingaretti ha accolto la nostra richiesta e deciso che si può procedere a questo tipo di investimento, ma ancora non ci sono ricadute positive per i reatini. C’è poi il progetto di una ferrovia tutta nuova da Rieti arrivi a Fara Sabina, progetto che ricade nelle strategie del governo per far ripartire il territorio dopo gli eventi sismici che hanno messo in ginocchio l’intera nostra provincia. Ma ci vorrà tempo (leggi)».

«I dati di Legambiente – conclude Paolucci – dimostrano che i cittadini gradiscono il trasporto pubblico, quando però esiste. Bisogna quindi investire in questo settore. Con scelte decise e oculate si potrebbe ottenere più di un risultato: si diminuirebbero i tempi di percorrenza per gli spostamenti quotidiani, si decongestionerebbe la via Salaria e si ridurrebbero gli incidenti. E il tutto andrebbe a vantaggio della salute dei cittadini e dell’ambiente. La Uil e i reatini aspettano i fatti». Migliorare la situazione dei pendolari è un sfida possibile. Ne è convinta Legambiente. «E’ un grande investimento – ha commentato Edoardo Zanchini, vicepresidente dell’associazione – e deve diventare una priorità. Occorre porsi l’obiettivo al 2030 di raddoppiare il numero di persone che ogni giorno in Italia prende treni regionali e metropolitane, per farle passare da 5,5 a 10 milioni. Si tratta di una sfida alla portata di un Paese come l’Italia, che produce vantaggi in termini ambientali e positive ricadute occupazionali, legate sia alla costruzione e manutenzione del parco rotabile che alla gestione della mobilità».

 

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