Le sfide del Pontino nella Consulta del Territorio di Latina

Set 29, 2026

Qualità della vita in calo, lavoro precario e sanità in affanno. La Uil chiede alla Regione Lazio una strategia su industria, lavoro e servizi
di Redazione

consulta latinaDalla Consulta del territorio della UIL di Latina emerge una fotografia chiara del pontino: qualità della vita, lavoro, sanità, sicurezza e futuro del territorio sono le sfide su cui intervenire. Negli ultimi cinque anni la qualità della vita in provincia è peggiorata per bambini, giovani e anziani, mentre ogni anno circa mille ragazze e ragazzi lasciano il territorio per cercare fortuna altrove. Questo accade nonostante gli occupati siano in crescita, da 211mila nel 2024 a 217mila nel 2025. Ma il lavoro è precario, povero, spesso stagionale. E così i giovani preferiscono costruirsi un futuro migliore altrove. Per invertire questa tendenza serve una politica industriale moderna, competitiva, capace di creare occupazione stabile e ben retribuita, capace di contrastare il dumping contrattuale. Sotto la lente di ingrandimento della Consulta la crisi di Stellantis, che ha coinvolto anche il sud pontino: Minturno, Formia, Gaeta Santi Cosma e Damiano e Castelforte sono cittadine da anni legate al pendolarismo verso la Ciociaria, ma con la crisi dell’automotive e del suo indotto i pullman di lavoratori che ogni mattina partivano da queste località, adesso non ci sono più. Il dibattito della Consulta si è arricchito dei contributi delle categorie della Uil e dei loro segretari, che hanno messo in evidenza, a partire dai diversi settori produttivi e dei servizi, le criticità e le prospettive di un territorio chiamato ad affrontare trasformazioni profonde. Tra le proposte emerse dal confronto, particolare attenzione è stata dedicata ai giovani e alla necessità di rafforzare il rapporto tra aziende, scuole e università, offrendo loro competenze e prospettive e coinvolgendoli in prima persona. Coinvolgere le persone è stato anche l’obiettivo dell’iniziativa «Ogni secondo conta», realizzata dalla Uil di Latina e dalla Uil Fp Latina, per far conoscere a tutte e tutti l’importanza delle manovre di disostruzione.

Un altro punto centrale del confronto è stato quello della sicurezza e della dignità del lavoro. L’obiettivo indicato dalla Uil è chiaro: Zero Morti sul Lavoro. Per raggiungerlo servono più prevenzione e formazione, enti bilaterali rafforzati, l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e una Procura speciale dedicata agli infortuni e alle morti sul lavoro, in grado di garantire maggiore attenzione e tempestività nell’accertamento delle responsabilità. In agricoltura vanno contrastati sfruttamento, lavoro nero e irregolare. Ai lavoratori somministrati e precari deve essere garantita una prospettiva solida, mentre sul fronte delle alte temperature servono provvedimenti strutturali e non soltanto ordinanze d’emergenza. Nel corso dei lavori è stata letta anche la lettera della figlia di Wladislaw Pernal, l’operaio morto recentemente a Latina nei caldissimi giorni di luglio: un momento particolarmente significativo, che ha riportato al centro del confronto il valore della vita e ha ricordato come dietro ogni numero ci siano persone, famiglie e comunità. La sicurezza e la dignità del lavoro si intrecciano con la qualità dei servizi e con la capacità del territorio di sostenere le persone nei momenti di maggiore fragilità. Anche su questo fronte, dalla Consulta emergono criticità e proposte. Sul fronte della sanità e del welfare, pronto soccorso intasati, liste d’attesa interminabili e carenza di personale segnano una vera emergenza. La Uil verificherà la ricaduta concreta delle Case di comunità.

Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alla fiscalità locale. Mentre lavoratori e pensionati fanno i conti con il caro vita, una quota significativa del loro reddito è assorbita dalla fiscalità locale. La mobilitazione della Uil chiede di abbassare le aliquote comunali e regionali, per costruire un fisco più attento alle persone. Tra le emergenze sociali non può essere dimenticata la violenza sulle donne: sono oltre 700 gli interventi annui dei Carabinieri, senza contare quelli della Polizia di stato. Un dato che impone di rafforzare la prevenzione, i servizi di supporto e i presidi sul territorio. Per migliorare concretamente la qualità della vita servono infine infrastrutture e servizi adeguati. Diritto alla mobilità, chiusura del ciclo dei rifiuti, apertura della Cittadella giudiziaria e completamento delle opere necessarie restano priorità per il territorio. Sulla bretella Cisterna Valmontone, intanto, i lavori sembrano finalmente pronti per partire. Alla Regione Lazio la Uil chiede politiche attive, una strategia industriale, investimenti, formazione, tutela dell’occupazione. Non possiamo limitarci a gestire le emergenze – sottolinea il sindacato – serve una strategia sulle crisi industriali e sulle transizioni, fatta di investimenti, reindustrializzazione, formazione e tutela dell’occupazione. L’obiettivo è costruire una prospettiva di sviluppo capace di tenere insieme lavoro, servizi, diritti e qualità della vita, dando al territorio pontino strumenti e opportunità per affrontare le trasformazioni in corso.

 

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