Shadow workloads. Aumentano i carichi di lavoro aggiuntivi

Mag 5, 2026

Nell'ultimo anno l'81 per cento dei lavoratori ha visto le proprie responsabilità espandersi in modo informale. La ricerca di Robert Walters
di Redazione

shadow workloadsAumentano gli «shadow workloads», ovvero carichi di lavoro aggiuntivi non formalizzati e spesso non riconosciuti. Secondo la ricerca di Robert Walters – elaborata per la recente festa del Primo Maggio – ben l’81 per cento dei lavoratori ha visto le proprie responsabilità espandersi in modo informale negli ultimi 12 mesi, senza che ciò si traducesse in un adeguato riconoscimento economico o professionale. I dati emergono anche nel contesto del mese dedicato alla sensibilizzazione sullo stress lavorativo, sottolineando come la pressione crescente sui dipendenti stia diventando una questione cruciale per il mondo del lavoro. La ricerca evidenzia che il 51 per cento dei professionisti dichiara di lavorare più ore rispetto al passato, mentre solo una minoranza (16 per cento) ha avuto il coraggio di discutere apertamente la questione con il proprio manager.

Il fenomeno degli «shadow workloads» si inserisce in un panorama economico sfidante. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, a febbraio 2026 l’occupazione in Italia ha registrato un calo dello 0,1% su base mensile (pari a circa 29mila unità), evidenziando un contesto del mercato del lavoro in evoluzione e caratterizzato da dinamiche non lineari. Questo scenario ha spinto molte aziende a fare di più con meno risorse, redistribuendo le responsabilità all’interno dei team esistenti.  «Molte organizzazioni stanno operando sotto forti pressioni economiche, cercando di ottimizzare le risorse disponibili – ha commentato Andrew Powell, Chief Commercial Officer di Robert Walters – Tuttavia, quando l’espansione delle responsabilità avviene senza visibilità o riconoscimento formale, si crea il fenomeno degli shadow workloads. Questo approccio può sembrare flessibile nel breve termine, ma rischia di compromettere la sostenibilità operativa nel lungo periodo, aumentando il rischio di burnout e riducendo la produttività». Per far fronte ai nuovi compiti assegnati, molti professionisti si affidano alla tecnologia. Il 65% degli intervistati utilizza strumenti di intelligenza artificiale (AI) per colmare lacune nelle competenze o gestire attività che normalmente non sarebbero in grado di svolgere. Tuttavia, questa soluzione non è priva di insidie. Uno studio della Harvard Business Review ha evidenziato come l’adozione dell’AI possa portare a un fenomeno noto come workload creep, ovvero un progressivo aumento delle attività e delle ore lavorate. Andrew Powell sottolinea: «L’intelligenza artificiale – ha sottolineato Powell – rappresenta uno strumento potente per migliorare la produttività e accelerare l’apprendimento. Tuttavia, se non viene implementata con limiti chiari, rischia di alimentare ulteriormente le aspettative sui dipendenti, anziché alleviarne la pressione».

Oltre al sovraccarico operativo, emerge anche un nuovo fenomeno psicologico legato al lavoro intenso: il «competence hangover». Si tratta di una condizione caratterizzata da affaticamento
mentale, difficoltà di concentrazione e calo energetico dopo periodi prolungati di alta performance. Secondo lo studio, il 44% dei professionisti italiani sperimenta regolarmente questa sensazione, mentre un ulteriore 34% ne soffre in modo intermittente. Powell aggiunge: «Assumere nuove responsabilità – ha spiegato il Powell –  può essere un’opportunità per crescere professionalmente, ma solo se accompagnata da un adeguato supporto e riconoscimento. Quando questo manca, il rischio è che i dipendenti si trovino sopraffatti e demotivati». Per evitare che questi carichi invisibili compromettano la salute dei dipendenti e la produttività aziendale, è necessario adottare strategie mirate. «Gli shadow workloads tendono ad accumularsi gradualmente e passano spesso inosservati fino a quando non generano stress significativo o cali di performance – ha concluso Powell – E’ fondamentale che i leader aziendali monitorino attentamente i carichi di lavoro e intervengano tempestivamente». Tra le soluzioni suggerite: redistribuire equamente le attività all’interno dei team; investire in strumenti tecnologici che semplifichino i processi senza aumentare la pressione; promuovere una cultura del dialogo aperto tra manager e dipendenti. In questa giornata dedicata alla celebrazione del lavoro e dei diritti dei lavoratori, diventa ancora più importante riflettere su come garantire condizioni sostenibili per tutti i professionisti. Le aziende che sapranno bilanciare efficienza operativa e benessere dei propri collaboratori saranno meglio posizionate per affrontare le sfide future e garantire risultati sostenibili nel lungo termine.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pin It on Pinterest

Privacy Policy Cookie Policy