Raccolta batterie esauste. Italia ancora indietro

Feb 12, 2026

Soltanto il 31 per cento delle batterie portatili esauste immesse sul mercato sono state reciclate. Entro il 2020 dovremmo arrivare al 73 per cento
di Redazione

batterie esausteLo scorso anno l’Italia ha raccolto soltanto il 31 per cento delle batterie portatili esauste immesse sul mercato, al di sotto di altri Paesi europei come Spagna (46%), Germania (55%) e Francia (50%). E’ un dato critico se confrontato con i  nuovi target europei fissati dal Regolamento Ue 2023/1542, che chiedono di raggiungere il 73 per cento entro il 2030. Per centrare il target, la raccolta media pro capite nazionale, attualmente ferma a 150 grammi, dovrebbe arrivare a quota 360 grammi. Erion Energy, Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Batterie nel 2025 ha raccolto 6.200 tonnellate (+8% rispetto al 2024), il cui corretto trattamento ha permesso di riciclare: quasi 3mila tonnellate di piombo, pari al peso di 285mila nuove batterie al piombo; 1.600 tonnellate di ferro, equivalenti a quasi 160mila cerchioni di automobile. E poi: quasi 400 tonnellate di zinco, pari a quasi 64 milioni di monete da 1 centesimo e circa 40 tonnellate di alluminio, pari a oltre 43mila moka per il caffè.

«L’approvazione del Consiglio dei ministri del nuovo decreto legislativo che recepisce il nuovo Regolamento Ue 2023/1542 sulle batterie, arrivato pochi giorni fa, rappresenta una svolta per il nostro Paese – afferma Laura Castelli, direttore generale di Erion Energy-  Siamo soddisfatti di aver contribuito in modo concreto ai lavori del Cdcnpa, mettendo a disposizione esperienza tecnica e competenze per supportare la definizione di un quadro normativo solido e attuabile. Non solo un atto normativo, ma un vero e proprio lavoro di squadra straordinario che ha coinvolto istituzione, imprese e sistemi collettivi. La norma europea cambia radicalmente il modo in cui le batterie devono essere progettate, immesse sul mercato, utilizzate, tracciate e infine raccolte e riciclate. E’ un vero e proprio ciclo di vita circolare, che parte dal design sostenibile e arriva fino alla gestione del rifiuto: più controlli, più trasparenza lungo la filiera, più materiali recuperati e meno inquinamento». Una delle questioni più rilevanti riguarda la rimozione delle batterie contenute nei piccoli Raee che arrivano negli impianti di trattamento, perché i cittadini, nel gettare il dispositivo esausto, non si ricordano o non riescono ad estrarle. Oggi, a fronte di un potenziale di recupero di 10 kg a tonnellata, si arriva solo a 6 kg a tonnellata. «Abbiamo avviato dei tavoli di lavoro anche con gli impianti di trattamento e con le associazioni di categoria per incrementare la raccolta – continua Castelli – Molte batterie arrivano infatti agli impianti conferite in modo errato, talvolta sciolte e inserite nel Raggruppamento R4, ovvero nei piccoli elettrodomestici (telecomandi, bilance, casse wireless, ecc.), altre volte ancora contenute all’interno dei dispositivi perché non rimosse dagli utenti».

I cittadini chiedono prossimità e integrazione nei percorsi quotidiani senza dover fare un’uscita dedicata per gestire correttamente il rifiuto. Secondo l’indagine «Sostenibilità e Consapevolezza», realizzata di Ipsos Doxa Italia per Erion, emerge che preferirebbero conferire in contenitori nei supermercati (84%) e in aree facilmente accessibili al pubblico come negozi, parchi, fiere, stazioni. La conoscenza di cosa sia corretto fare è diffusa, ma il comportamento è fragile. Nonostante il 92 per cento degli intervistati sia a conoscenza del fatto che le pile esauste debbano essere raccolte separatamente la vera barriera è spesso la routine: si gettano nel posto sbagliato senza pensarci. Tra le soluzioni proposte emergono prossimità e visibilità (colonnine ben posizionate e segnalate), promemoria semplici (‘Porta le pile quando fai la spesa’) oltre a una mappatura pubblica aggiornata dei punti di raccolta attivi. Le preferenze variano anche per territorio: al Sud e nelle Isole è alto l’interesse per i punti posizionati negli uffici comunali/postali e per i servizi che avvicinano ulteriormente la raccolta; nel Nord Est è più marcato l’apprezzamento per il
modello retail. Nelle città campione, la preferenza per il canale supermercati è elevata, con alcune particolarità locali che identificano come lughi di interesse le scuole e gli uffici comunali.

 

 

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