Pneumatici fuori uso. La raccolta cresce sempre di più

Mar 26, 2025

Oltre 45mila le richieste di prelievo di esaudite negli oltre 18.500 punti di rigenerazione serviti in tutta Italia. l'attività di Ecopneus
di Redazione

pneumatici fuori usoSono state 168.034 le tonnellate di pneumatici fuori uso raccolte in Italia col sistema di raccolta e riciclo gestito da Ecopneus. Per dare l’idea dell’impatto, la quantità di pneumatici fuori uso (pfu) gestita dalla società senza scopo di lucro – è stata l’equivalente di 252mila piscine olimpioniche. Oltre 45mila le richieste di prelievo di esaudite negli oltre 18.500 punti di rigenerazione serviti in tutta Italia. Rispetto agli obiettivi di raccolta previsti dalla legge, calcolati sui quantitativi di pneumatici immessi nel mercato dalle aziende socie nell’anno solare precedente, la raccolta di Ecopneus si attesta al 110 per cento per il 2024, raggiungendo pienamente gli obiettivi di raccolta straordinari fissati dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per far fronte alle criticità del sistema di raccolta nazionale.

«Il superamento del target, del 10% – spiega il consorzio – è stato possibile grazie a una pianificazione efficiente e una rigorosa e trasparente gestione delle risorse economiche, senza che ci fosse un incremento del contributo ambientale versato dal cittadino che acquista uno pneumatico nuovo. Il 2024 conferma l’importanza di una gestione efficiente e responsabile dei pneumatici fuori uso, con risultati che dimostrano l’efficacia di un sistema ben strutturato e in costante evoluzione. Per il 2025, puntiamo a migliorare ulteriormente l’efficienza nel sistema di raccolta, garantendo un servizio sempre più efficiente e tempestivo anche nelle aree più complesse. Lavoreremo per rafforzare la collaborazione con istituzioni e aziende, sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della gestione responsabile dei pfu e investire nello sviluppo delle applicazioni per la gomma riciclata». «La ricerca e l’innovazione – aggiungre Giuseppina Carnimeo, direttore generale di Ecopneus – saranno al centro delle nostre attività, con l’obiettivo di consolidare e ampliare le possibilità di impiego di questo materiale, valorizzando ulteriormente l’economia circolare e riducendo l’impatto ambientale della filiera». «Il sistema di riciclo dei pfu gestito da Ecopneus rappresenta un modello di economia circolare avanzato – prosegue il consorzio – in grado di ridurre il consumo di risorse naturali, abbattere le emissioni di gas serra e incentivare lo sviluppo di filiere industriali sostenibili». I materiali ottenuti dal riciclo trovano ad esempio impiego nelle pavimentazioni sportive ad alte prestazioni, negli asfalti silenziosi e durevoli, negli isolanti per l’edilizia, negli arredi urbani, fino al recupero energetico.

Solo nel 2023 è stata evitata l’emissione di 297mila tonnellate di anidride carbonica, un quantitativo pari a quello di 183mila autovetture che percorrono 10mila chilometri in un anno. Inoltre, è stato generato un risparmio netto di 274mila tonnellate di risorse minerali e fossili, una quantità pari al peso di 558 treni Frecciarossa 1000 composti di otto carrozze più locomotore. «Benefici a cui si aggiunge il risparmio per il Paese legato alla riduzione delle importazioni di materiale vergine, per un valore di 81 milioni di euro – conclude il consorzio –  Vantaggi che generano un notevole contributo anche in termini economici: nel 2023, l’attività di Ecopneus ha generato un valore economico pari a 44,4 milioni di euro, di cui ben 40,5 milioni sono serviti a remunerare le imprese della filiera per le operazioni di recupero, raccolta, trasporto e trattamento».

 

 

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