Annegamenti in laghi e fiumi. Sono già le 19 vittime

Lug 18, 2024

Quattrocento morti ogni anno nelle acque italiane. La Società italiana di medicina ambientale: «Occorre incrementare controlli e divieti»
di Redazione

annegamenti in laghi e fiumiAnnegamenti in laghi e fiumi italiani. Solo nel periodo che va dal 1 giugno al 17 luglio si contano già 19 venti luttuosi, poco meno di una vittima ogni due giorni. Il dato arriva dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che – dopo il tragico evento di una madre e di suo figlio ingoiati dalle acque del lago di Garda – chiede maggiore prevenzione e più controlli sul territorio.

Considerando i casi emersi sulla stampa nazionale e locale, solo tra giugno e luglio sono diciannove cadaveri annegati in laghi e fiumi del nostro paese – stima Sima – Ogni anno nel nostro Paese sono circa 400 le persone che muoiono annegate in acqua (mare, laghi, fiumi, torrenti), mentre nel mondo 236mila persone muoiono per annegamento: gli incidenti avvengono in mare aperto, nei fiumi ma anche in piscine alte pochi centimetri e nelle vasche da bagno di casa. Le vittime più frequenti, secondo l’Oms, sono i bambini tra 1 e 4 anni, seguiti da quelli di età compresa tra 5 e 9 anni. «Le acque interne di fiumi e laghi possono nascondere grandi insidie – afferma il presidente Sima, Alessandro Miani – Da un lato mulinelli di acqua e correnti nei fiumi, dall’altro fondali improvvisamente profondi dei laghi e difficoltà a risalire a riva, quando questa è rocciosa, causata da alghe adese alla pietra che la rendono scivolosa. I numeri sui decessi ci dicono che serve più prevenzione in Italia, promuovendo nella popolazione una maggiore consapevolezza circa le norme base di sicurezza e incrementando controlli e divieti».

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