Incendi in Italia. Un 2023 da incubo

Lug 3, 2024

La supercie delle aree arse dai roghi è aumentata del trentasei per cento. Tutti i numeri dell'Ispra
di Redazione

incendiGli incendi avvenuti in Italia lo scorso anno sono risultati rilevanti sia per l’estensione complessiva delle aree colpite (inferiore solo al 2021 negli ultimi sei anni) sia perchè hanno colpito sistematicamente solo alcune provincie. I numeri risultano in aumento rispetto al 2022 soprattutto per le superfici bruciate totali (+36 per cento), e in misura minore per le sole superfici forestali (bruciate +6 per cento). E’ quanto emerge dalle attività Ispra nell’ambito delle osservazioni e monitoraggi degli impatti degli incendi di medie e grandi dimensioni sugli ecosistemi. Lo scopo è quello di fornire ogni anno un dettaglio informativo a supporto delle politiche per il ripristino e la conservazione degli ecosistemi terrestri a scala nazionale e locale. I dati relativi agli incendi sono forniti dal sistema European Forest Fires Information System del programma europeo Copernicus Emergency, elaborati poi da Ispra con applicazioni di intelligenza artificiale per il riconoscimento degli ecosistemi coinvolti negli incendi.

Durante il 2023 l’Italia è stata colpita da incendi boschivi per una superficie complessiva di 1073 chilometri quadrati (quasi un terzo della Val D’Aosta). Di questi, circa 157 km2 (una superficie confrontabile con l’estensione del Lago di Como) erano composti da ecosistemi terrestri forestali. Il 63 per cento era rappresentato da latifoglie sempreverdi quali leccete e macchia mediterranea; il 17 per cento di boschi a conifere e il 15 per cento di boschi di latifoglie decidue in prevalenza boschi misti a querce. Le sole regioni Sicilia e Calabria hanno contribuito a più dell’83 per cento del totale di superficie forestale italiana colpito da grandi incendi boschivi. La sola Sicilia – con un totale di 101 km2 di superficie forestale colpita da incendio – ha contribuito al 64 per cento del totale forestale nazionale bruciato nel 2023. Solo 15 regioni su 20 sono state interessate da grandi incendi boschivi. Le regioni che non presentano superfici percorse da incendio sono il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, l’Emilia-Romagna, le Marche e l’Umbria. Confrontando i dati con l’anno precedente, la superficie percorsa da incendio diminuisce nel 2023 nelle regioni del Nord, del Centro Nord e del Centro, mentre aumenta nelle regioni del Sud e in Sicilia e Sardegna. La provincia che ha maggiormente sofferto è quella di Palermo con 43,5 km2, che da sola rappresenta il 43 per cento del totale forestale regionale bruciato e ben il 28 per cento del totale forestale nazionale percorso da incendio quest’anno. Anche nella provincia di Messina e in quella di Siracusa sono bruciati rispettivamente 23 e 10 km2 di superficie boschiva. In Calabria, nella sola provincia di Reggio, risultano percorsi da incendio superfici forestali per 20 km2. Il 43 per cento degli ecosistemi forestali percorsi da incendio nel 2023 si trova all’interno di aree protette, appartenenti principalmente a siti della Rete Natura 2000.

Nell’arco di soli quattro giorni – tra il 24 e il 28 luglio – le fiamme hanno distrutto circa 80 km2 di superficie boschiva (mediamente 20 km2/giorno), quasi la metà di quanto bruciato in tutto il 2023. Nei mesi di agosto e settembre sono arsi 0,3 km2 di foreste al giorno. Dal 1 gennaio al 31 maggio 2024 risulta una superficie complessiva colpita da incendi boschivi di 39 km2, di cui quasi 12 appartenenti a boschi e foreste. Attualmente l’80 per cento delle aree percorse da incendio sia totali che forestali si trova nelle regioni Sicilia e Calabria.

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