Sindacati in piazza. Per tutelare il diritto alla salute, aumentare le risorse per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale, rilanciare la rete ospedaliera, ridurre i tempi di attesa, superare le diseguaglianze tra regioni, sviluppare l’assistenza territoriale, sostenere gli anziani non autosufficienti. Zero morti sul lavoro, con un sistema di qualificazione delle imprese, una patente a punti e non a crediti, formazione e addestramento adeguati, piena attuazione al coordinamento permanente tra l’Ispettorato del Lavoro e le Asl. Una giusta riforma fiscale, per tassare gli extraprofitti e combattere l’evasione, fermando condoni e sanatorie e indicizzando all’inflazione le detrazioni per lavoro e pensioni. Intervento sui salari – cresciuti in Europa ma diminuiti in Italia – rafforzando la contrattazione collettiva settoriale, riducendo l’orario di lavoro a parità di retribuzione, promuovendo una reale parità salariale tra donne e uomini. Questa la piattaforma della manifestazione nazionale di Uil e Cgil che si svolgerà a Roma sabato prossimo per rivendicare salute e sicurezza sul lavoro, diritto alla cura e sanità pubblica, riforma fiscale e tutela dei salari e delle pensioni.
Il ritrovo è fissato per le 9-9.30 a piazzale Ugo La Malfa – zona Circo Massimo – con partenza da viale Aventino per le 10.30. Il comizio conclusivo dei leader della Cgil e della Uil, Maurizio Landini e Piepaolo Bombardieri, si terrà a piazzale Ostiense al termine del corteo. «Il tema principale della mobilitazione – ha spiegato Bombardieri – sarà ancora zero morti sul lavoro, per noi la sicurezza sul lavoro è un elemento di assoluta priorità e continueremo a mobilitarci fino a quando questa tragedia non finirà. Il confronto con il Governo non sta andando bene, ci sono scelte che non ci convincono sulla mancata qualificazione delle imprese, sulla patente a crediti fatta dal Governo che prevede un’autocertificazione, la mancanza coordinamento e di assunzioni. Questo sarà uno dei primi temi che porteremo in piazza sabato, rappresentando migliaia di lavoratori e rls. Anche il tema della sanità è assolutamente prioritario: se il Governo dovesse fare un taglio di 3 miliardi, nel 2025 avremmo 6mila posti in meno e 25mila strutture saranno costrette a chiudere. La spesa sanitaria è inferiore del 6% sul 2021 tenendo conto dell’inflazione e il Governo lo sa, per i dipendenti servirebbero 8 miliardi di euro solo per recuperare la perdita di salario reale. Per quanto riguarda il fisco, ci sono stati 18 condoni da inizio legislatura. Ricordo poi che nel Regno Unito, quindi un governo di destra, è stata introdotta una tassa sugli extraporofitti per le aziende farmaceutiche fino al 2029 dal valore di 2 miliardi. Noi abbiamo chiesto questa tassa per le big pharma e le banche e sapete com’è andata, ma da questo punto di vista sarebbe necessario ragionare su una tassa per gli extraprofitti alle aziende energetiche».
«Il senso della manifestazione – ha aggiunto Landini – è di far tornare al centro della discussione del Paese e nel rapporto con il Governo alcuni temi fondamentali. Il primo è l’aumento dei salari, perché sta diventando sempre più difficile per le persone arrivare a fine mese in una situazione di impoverimento del lavoro dovuto sia alla precarietà che al sistema di organizzazione delle imprese, ma anche all’assenza di scelte precise per aumentare i salari. Il Governo trovi le risorse per aumentare davvero i contratti nel pubblico impiego: noi a programmare la riduzione dei salari non ci stiamo. Questo è l’anno del rinnovo dei contratti per 12,5 milioni persone, e questa stagione deve produrre un aumento reale dei salari e sia Governo che le imprese si devono assumere questa responsabilità. E’ salario anche curarsi, e ormai ci sono milioni di persone che non riescono a farlo perché non hanno i soldi, così come ci sono anche lavoratori e pensionati che ogni mese pagano un contributo al sistema sanitario nazionale e si trovano davanti liste di attesa e la necessità di dover pagare per potersi curare. Il 2023 ha portato 9 milioni di cittadini italiani a doversi indebitare per potersi curare quando il diritto alla cura e alla salute dovrebbe essere garantito a tutti dalla Costituzione».
Cgil e Uil da tempo hanno avanzato le loro proposte ma su questo tema non c’è confronto con il Governo. E allora i sindacati scendono in piazza. La manifestazione di sabato è in continuità con lo sciopero della scorsa settimana di tutti settori, perché c’è la necessità di un reale cambiamento. «Ci rivolgiamo al Governo, al Parlamento ma anche al sistema delle imprese – concludono Landini e Bombardieri – per il rinnovo dei contratti e affinché salute e sicurezza non vengano più visti come un costo, ma come un reale investimento».
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