Lo spreco alimentare inizia tra le mura domestiche

Feb 5, 2024

Al via la campagna social AcasaNonSpreco di Ambiente Mare Italia Ami Ets
di Redazione
lo spreco alimentare

Foto tratta da www.pexels.com

Alla luce dell’attuale situazione geopolitica – contraddistinta dall’incremento dei costi dei prodotti alimentari e dall’incertezza e difficoltà di approvvigionamento delle materie prime – il tema dello spreco alimentare assume una rilevanza centrale. «Evitarlo – dichiara Alessandro Botti, presidente di Ambiente Mare Italia Ami Ets – significa utilizzare in maniera più sostenibile le risorse della nostra natura, proteggere la biodiversità, accrescere le risorse naturali, limitando l’inquinamento ambientale. Per ridurre lo spreco dovremmo in primis cambiare le nostre abitudini in casa e a tavola. Come? Uno degli obiettivi che Ami intende raggiungere quest’anno è portare le buone abitudini alimentari in ambito domestico attraverso una campagna di educazione, sensibilizzazione e informazione rivolta alle scuole di ogni ordine e grado e alla cittadinanza e che decolla proprio in occasione della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare».

In Europa, ciò che viene gettato tra le mura domestiche si attesta al 50 per cento del totale delle eccedenze e perdite alimentari dell’intera filiera. In Italia – dalla fotografia scattata dal Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – si evince come lo spreco alimentare sia generato per il 70 per cento dal consumo domestico e da quello fuori casa, per il 20 per cento dalla distribuzione e vendita al dettaglio e solamente per il 10 per cento dal comparto agricolo tra post raccolta e trasformazione. Nell’ultimo anno il nostro paese ha sprecato 524,1 grammi pro capite a settimana di cibo pari a circa 75 grammi di alimenti al giorno e a 27,328 chilogrammi all’anno di beni alimentari. Nella top list degli alimenti più gettati figurano la frutta fresca (24 grammi pro capite a settimana), l’insalata (17.6 grammi), cipolle, aglio e tuberi pari a 17,1 grammi pro capite a settimana. Subito dopo il pane fresco (16,3 grammi) e la verdura (16 grammi). Dall’esempio dell’Osservatorio di Waste Watcher International quei 24 grammi di frutta fresca equivalgono a 5-6 mele gettate all’anno da ogni individuo, ovvero circa 300-350 milioni di mele sprecate annualmente dalla popolazione italiana. «Questi dati ci fanno riflettere e dimostrano come – continua Botti – in ambito domestico siano ancora troppi gli errori commessi. Basterebbe che ognuno facesse la propria parte, seguendo poche e semplici regole quotidiane. Per questo Ambiente Mare Italia inaugura la campagna social AcasaNonSpreco».

«Attualmente assistiamo a veri paradossi del sistema agroalimentare – continua Ilaria Falconi, delegata e Responsabile per Ambiente Mare Italia dell’Area Terra, Suolo e Agricoltura sostenibile – produciamo cibo per 9 miliardi di persone ma, nonostante la popolazione mondiale sia di circa 7 miliardi, ci sono 828 milioni di persone che soffrono per fame; 2,3 miliardi di persone vivono in condizioni di moderata o grave insicurezza alimentare e 3,1 milioni di individui a livello globale non hanno accesso ad una dieta sana. Tali valori raffigurano l’esistenza di una consistente differenza fra la reale potenzialità produttiva del sistema agroalimentare globale e l’effettiva quantità di alimenti che vengono consumati dalla totalità della popolazione. Tale differenza è rappresentata dalle perdite e dallo spreco alimentare che si verificano lungo tutte le fasi della filiera».

Ognuno di noi può fare la differenza. Ecco quindi semplici e buone regole da seguire per ridurre lo spreco alimentare in ambito domestico: acquistiamo poco, ma di frequente, consumando sempre prodotti freschi. Prediligiamo i prodotti a filiera corta e/o Km zero, facendo sempre attenzione alla stagionalità. Congeliamo i prodotti (ad esempio pane e carne) che non vengono consumati nel breve termine. Posizioniamo i nuovi acquisti sul fondo al fine di organizzare il frigo e la dispensa per scadenza dei prodotti. Predisponiamo la lista della spesa basata su menu settimanale al fine di fare acquisti oculati in base alle proprie esigenze e non dettati dal senso di fame, dal desiderio o dall’offerta. Scegliamo le dosi di prodotto da utilizzare cucinare valutando attentamente le quantità necessarie. Controlliamo la scadenza dei prodotti acquistati. Riutilizziamo gli avanzi, riducendo lo scarto di prodotti vegetali e animali.

 

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