L’Italia che gioca 2026: Campania e Calabria in testa

Ott 8, 2026

Nessuna regione del nord tra le prime dieci. Lo studio di Casinos.com
di Redazione

l'Italia che giocaNel 2024 il 31,9 per cento delle persone dai 14 anni in su, 16,6 milioni, ha partecipato almeno una volta a un gioco con vincite in denaro. Lo rileva l’Istat nel rapporto «Giochi e videogiochi», pubblicato il 3 settembre sui dati dell’indagine «I cittadini e il tempo libero». Una persona su venti, il 4,9%, gioca ogni settimana. Il gioco più diffuso è il Gratta e Vinci (25,1%), davanti a Lotto e lotterie (16,5%), SuperEnalotto (13,8%) e scommesse sportive (4,7%). Per misurare le differenze tra i territori, Casinos.com ha elaborato L’Italia che gioca 2026, uno studio che combina due indicatori del rapporto Istat, la quota di persone che ha giocato almeno una volta nell’anno e quella che gioca ogni settimana, con sei segnali di interesse rilevati da Google Trends: le ricerche per Gratta e Vinci, estrazioni Lotto, SuperEnalotto, pronostici, casinò online e video poker. 

In testa c’è la Campania con 93,7 punti su 100, seguita dalla Calabria con 91,8. Entrambe staccano di oltre dieci punti l’Abruzzo, terzo con 78,7, davanti a Puglia (78,1) e Lazio (77,2). Ultimo il Trentino-Alto Adige, con 40,1 punti. La classifica separa il Sud dal Nord senza eccezioni. Le prime dieci posizioni vanno alle otto regioni del Mezzogiorno, insieme a Lazio e Umbria. La prima regione del Nord è la Lombardia, undicesima con 65,3, che pure ha il numero più alto di giocatori in valore assoluto: 2,76 milioni. In Campania gioca ogni settimana il 7,4% della popolazione, la quota più alta d’Italia: più di una persona su quattordici, 361mila in tutto. La regione ha il primato per Lotto e lotterie (24,0%), SuperEnalotto (19,5%) e scommesse sportive (8,9%, quasi il doppio della media nazionale), ed è prima anche nelle ricerche Google sulle estrazioni del Lotto e sui pronostici. La Calabria ha la partecipazione più alta del Paese, il 37,4%, e il Gratta e Vinci più diffuso, al 30,3%.

 

L'italia che gioca                                                                                                                            L'italia che gioca

All’estremo opposto, in Trentino Alto Adige ha giocato nell’anno il 25,3% della popolazione e ogni settimana il 2,3%, una persona su quarantatré. Sono le quote più basse d’Italia, e la regione è ultima, da sola o a pari merito, in sette degli otto indicatori. L’unico degli otto indicatori in cui il primo posto non va a una regione del Mezzogiorno è il casinò online: nelle ricerche su Google è in testa il Lazio, davanti a Umbria e Valle d’Aosta. «Abbiamo messo accanto due fonti che guardano cose diverse: quello che le persone dichiarano all’Istat e quello che cercano su Google – commenta Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com – Agli estremi coincidono, con Campania e Calabria in testa e il Trentino-Alto Adige ultimo in tutte e due. In mezzo, a volte, si separano. In Sicilia la quota di chi gioca ogni settimana è tra le più basse d’Italia, eppure la regione è tra le prime per ricerche di pronostici e SuperEnalotto. In Friuli-Venezia Giulia succede il contrario: si gioca più che nel resto del Nord, ma si cerca poco».

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