Affrontare le nuove sfide economiche e sociali rafforzando la collaborazione tra istituzioni e parti sociali. Parte da questa premessa il protocollo di intesa tra Regione Lazio e Uil, Cgil e Cisl regionali sul sistema delle relazioni sindacali. Dopo un lungo confronto – sviluppato sulle nostre rivendicazioni tese a dare risposte a lavoratori e pensionati – abbiamo firmato questo importante accordo che di fatto segna il percorso per avviare confronti costanti e strutturati. Oggi più che mai, dobbiamo essere capaci di dare risposte ai crescenti bisogni delle persone che hanno subito nel tempo una forte riduzione del potere di acquisto con conseguente ulteriore impoverimento generale. Tutto ciò a causa anche del livello di inflazione registrato negli ultimi tre anni a cui si aggiunge il mancato rinnovo dei contratti e la rivalutazione delle pensioni.
Come tutto il Paese, anche la nostra regione ha subito le conseguenze della crisi economica e sociale innescata dalla pandemia e proseguita con la crisi geopolitica internazionale. Fattori che hanno, inoltre, messo in evidenza anche la fragilità del sistema produttivo. E’ in questo contesto che emerge la necessità di un nuovo approccio strategico anche in grado di governare al meglio la transizione ecologica, energetica e digitale, per costruire una società realmente inclusiva e fondata sul lavoro stabile, sicuro e di qualità. Su questi presupposti si snoda il protocollo che si propone di rafforzare il dialogo con particolare attenzione ai settori strategici come sanità, infrastrutture, fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, agricoltura, sicurezza sul lavoro, formazione e ambiente. Tra gli obiettivi principali troviamo quindi la promozione di azioni determinanti per assecondare lo sviluppo sociale ed economico del Lazio, favorendo la centralità del lavoro e l’inclusione sociale. Il tutto da realizzare attraverso modelli di confronto strutturati per rispondere alle esigenze di lavoratrici e lavoratori.
Il protocollo affronterà le tematiche di interesse strategico e programmatico nei comparti economici regionali per poi focalizzarsi sui territori provinciali, analizzandone le criticità. Il sistema di relazioni sarà strutturato in modo tale da prevedere incontri trimestrali, attraverso confronti settoriali, che vedranno l’apertura di tavoli di confronto con i vari assessorati a seconda dei temi da affrontare, o territoriali per rispondere a specifiche tematiche di carattere locale. Abbiamo naturalmente previsto che parteciperanno ai tavoli tematici, secondo le necessità, le categorie di riferimento del settore preso in esame. Particolare attenzione sarà data alle strategie per direzionare gli investimenti pubblici. Non a caso su questo tema abbiamo concordato una massima condivisione, perché parliamo di argomenti che investono, come già accennato, le politiche di bilancio e di welfare, quelle della sanità e del lavoro. Ma non solo. Sotto la lente di ingrandimento ci saranno gli appalti, l’industria, l’agricoltura, il terziario, le infrastrutture e la mobilità, la transizione ecologica ed energetica.
Con questo importante accordo – che inizialmente avrà durata biennale – abbiamo segnato, a nostro avviso, un deciso cambio di passo nel sistema di relazioni sindacali con la Regione Lazio. Abbiamo rafforzato concretamente uno schema di confronto tutto proteso a creare collaborazione stabile e strutturata al fine di provare a dare quelle risposte che i cittadini si aspettano. Abbiamo chiaro l’obiettivo da raggiungere: costruire un futuro più equo e sostenibile per tutte le persone che vivono nel Lazio, cercando di aumentarne il reddito, eliminando le disuguaglianze e creando occupazione duratura, di qualità e che rispetti i contratti di lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
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