
Foto tratta da www.pexels.com
Trasloco? In tanti solo al pensiero si mettono le mani nei capelli. Perchè, si sa, trasportare oggetti, vestiti, mobili da un appartamento all’altro è stressante. Wallapop – piattaforma leader nella compravendita di prodotti second and, che promuove un modello di consumo responsabile e sostenibile – ha condotto una ricerca in collaborazione con mUp per indagare quali e quanti oggetti gli italiani accumulano maggiormente nelle proprie case, e come si comporterebbero in occasione di un eventuale cambio di casa. Dallo studio è emerso che il 60 per cento degli intervistati, qualora dovesse cambiare casa, racchiuderebbe i propri averi in più di 30 scatole, e per oltre il 30 per cento di questi il numero di scatoloni sarebbe addirittura superiore a 50.
Inoltre, dopo il trasloco, oltre 4 italiani su 10 dichiarano di aver conservato nelle nuove case scatoloni ancora intatti, spesso contenenti oggetti accumulati negli anni di cui poi si sono dimenticati o che non sono più necessari. Dalla ricerca emerge infatti che oltre 8 italiani su 10 hanno acquistato qualcosa che hanno poi utilizzato molto poco (o addirittura mai): gli oggetti a cui è toccata questa sorte sono soprattutto accessori da cucina (35%), abbigliamento (27%) e articoli per il fitness (26%). «Sappiamo che il momento del cambio casa può essere molto stressante, ma nasconde anche un’interessante opportunità: quella di fare ordine tra le proprie cose e liberarsi degli oggetti di cui non sia ha più bisogno – ha commentato Chiara Mazza, Senior Pr Specialist Italy di Wallapop – In queste situazioni, affidarsi a piattaforme second-hand come Wallapop è un’ottima scelta, perché si possono mettere in vendita gli articoli inutilizzati o ormai non più necessari, rendendo il trasloco più leggero e guadagnando allo stesso tempo qualche soldo extra».
Dalla recente emerge che gli italiani si affiderebbero proprio a una piattaforma second hand per liberarsi degli oggetti non più necessari in fase di trasloco. Una scelta è conveniente sia per l’ambiente, perché – sostengono dalla piattaforma – vendendo articoli usati si dà loro una seconda vita alimentando l’economia circolare, sia per le tasche degli utenti. Non a caso il 20 per cento degli intervistati ritiene di poter guadagnare oltre 500 euro vendendo oggetti inutilizzati su una piattaforma second-hand come Wallapop.
0 commenti