Settore finanziario e transizione green posso andare d’accordo

Feb 15, 2024

C'è ottimismo ma nelle Pmi finanziarie serve più formazione sulla sostenibilità. La ricerca di Adapt
di Redazione
settore finanziario

Foto tratta da /www.pexels.com

Con più formazione e processi chiari per lo sviluppo sostenibile, le pmi del settore finanziario possono andare d’accordo con la transizione green. E’ quanto risulta da una ricerca condotta da Adapt nell’ambito del progetto GreenFin che ha voluto indagare l’impatto della transizione ecologica sulle dinamiche occupazionali e dell’incontro tra domanda e offerta di competenze nel settore finanziario, verificando il ruolo dello stesso nell’abilitare e sostenere la green transition. Sono stati 126 i rispondenti provenienti da diversi Paesi europei, membri della rappresentanza dei lavoratori e delle imprese di diversi comparti del settore, e il risultato è che sono tendenzialmente ottimisti sull’impatto della green transition, a patto che sia accompagnata da creazione di nuove competenze e lo sviluppo di processi operativi definiti. La maggior parte ha evidenziato come la transizione verde potrebbe avere, infatti, un impatto positivo sul settore finanziario con un aumento dell’occupazione, o comunque non alterare le performance attuali del mercato del lavoro. Le professioni emergenti considerate abilitanti per la transizione verde, secondo gli intervistati, sono in particolare: professionisti e tecnici Ict, tecnici scientifici e ingegneristici e manager, tutti profili strategici per la competitività settoriale. Sul fronte delle credenziali educative possedute attualmente dai lavoratori del settore, si può parlare di un livello medio-alto, destinato ad alzarsi ulteriormente, coerentemente con i requisiti di un settore produttivo a crescente complessità (secondo il 77% delle preferenze totali espresse).

L’indagine ha inoltre approfondito il tema delle green credit skills, cioè delle competenze considerate necessarie per il settore, evidenziando soprattutto: la consapevolezza ambientale, le competenze specifiche per nuovi prodotti, servizi e processi verdi e l’impegno pratico per il risparmio energetico e la protezione degli ecosistemi. Inoltre, l’accento è stato posto anche sulle competenze chiave -e sull’urgenza di un loro sviluppo e aggiornamento- per gli operatori del settore, chiamati auspicabilmente a prendere importanti decisioni rispetto la concessione o meno di finanziamenti (es. valutazione del merito creditizio) anche sulla base dell’individuazione di elementi abilitanti e a sostegno della transizione ecologica nelle strategie di business sottoposte al loro vaglio. Tuttavia, i risultati hanno mostrato che le strategie di formazione professionale attualmente in atto prestano un’attenzione da media a insufficiente non solo alla questione della sostenibilità, indicando così questo come un ambito di possibile miglioramento e rafforzamento. A questo proposito, la survey ha permesso di verificare come le Pmi attive nel settore finanziario, per essere competitive e meglio operare nell’ambito della transizione verde, abbiano bisogno di conoscenze generali e di implementare processi chiari nel campo dello sviluppo sostenibile, delle trasformazioni in corso e della formazione mirata sulla segnalazione Esg (sia per i manager che per i dipendenti). In sintesi, i risultati dell’indagine evidenziano la consapevolezza della centralità della transizione verde anche nel settore finanziario e sottolineano la necessità di sviluppare competenze e strategie di formazione adeguate.

 

 

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