Dimensionamento scolastico. A rischio l’offerta formativa

Dic 6, 2023

Solo nel Lazio spariranno 37 autonomie scolastiche. La Uil: necessario aprire un confronto con le istituzioni
di Redazione
dimensionamento scolastico

Foto tratta da www.pexels.com

A meno di clamorosi colpi di scena in Consiglio regionale, il prossimo anno scolastico (2024-25) si aprirà nel Lazio con una riduzione di 37 autonomie scolastiche. E’ il colpo di coda della giunta regionale presieduta dal Presidente Rocca – che in un incontro coi sindacati di metà novembre aveva assicurato un dimensionamento di non più di 14 autonomie. Stiamo parlando di altre ventitré autonomie cancellate che infliggeranno un duro colpo all’offerta formativa scolastica regionale. Lo denuncia la Uil Scuola Rua del Lazio. «Sebbene dalla Regione sia partito il balletto delle giustificazioni sulle ristrettezze dei tempi che non consentirebbero interlocuzioni con il governo nazionale e con le parti sociali – spiegano Alberto Civica e Saverio Pantuso, rispettivamente Segretario generale della Uil del Lazio e segretario della Uil Scuola Rua del Lazio – a conti fatti ci ritroviamo un dimensionamento triplo rispetto a quello proposto settimane fa, un dimensionamento che colpisce al cuore la rete scolastica regionale, danneggiando l’offerta formativa e l’assetto organizzativo delle istituzioni scolastiche con ripercussioni negative su studentesse, studenti e famiglie».

«Constatiamo amaramente che nulla muta rispetto al passato – aggiungono i due sindacalisti – perché si preferisce continuare ad addossare responsabilità ai Dirigenti scolastici per la gestione sempre più complessa delle attività delle scuole con conseguenti ricadute sulla qualità dell’offerta formativa delle ragazze e dei ragazzi, oltre al fatto che nessuna soluzione viene studiata per alleggerire il numero degli alunni nelle classi e rivedere la relativa dotazione organica annuale dei docenti assegnata dal Ministero all’Ufficio scolastico regionale». Infatti, l’attuale proposta di dimensionamento scolastico rientra nella lunga serie di tagli che il governo nazionale sta infliggendo agli italiani. E in questo caso la giunta subisce supinamente quello sulla scuola, nascondendo che il circolo vizioso che si innesta legando calo demografico e dimensionamento non farà altro che incentivare il fenomeno dell’abbandono scolastico, soprattutto nelle province del Lazio e nelle aree periferiche delle grandi città. Tutto accade nonostante lo scorso anno – in un dossier – la Uil Scuola Rua aveva già evidenziato l’esistenza di 171 scuole sovradimensionate, 140 a Roma e nel suo hinterland, il più delle volte situate in contesti disagiati come l’Amaldi con 2060 alunni, oppure il Volterra di Ciampino con circa 1500 studenti, o ancora l Russel con oltre 1600 alunni, mentre le linee guida consigliano di superare i 1200 alunni solo eccezionalmente e con motivazione specifica in presenza di particolari situazioni logistiche o strutturali. E tutto accade mentre i licei scientifici come il Newton e il Righi siano già in overbooking con le iscrizioni per il prossimo anno scolastico.

«Alle istituzioni regionali chiediamo un passo indietro – concludono Civica e Pantuso – perché è necessario aprire un confronto ascoltando le istanze di tutti i territori che ogni giorno garantiscono il diritto allo studio degli studenti e delle studentesse nella nostra regione. Il problema è grave, guai a sottovalutarlo. Per i nostri ragazzi non possiamo immaginare un futuro di classi pollaio oppure lontano dalla scuola. Il sistema scolastico laziale va difeso, senza se e senza ma. Dimensionare la scuola con una mera operazione matematica potrebbe segnare l’inizio della fine della cultura, della formazione degli adulti di domani».

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