I Servizi e i bisogni delle persone

Nov 8, 2023

L’azione del sindacato per non lasciare indietro le persone svantaggiate
di Carmelo Prestileo, Segretario organizzativo Uil Lazio

Pensiamo ai servizi alla persona. Pensiamo a quell’insieme di attività per rispondere e assolvere ai bisogni e alle difficoltà che gli individui possono incontrare nel corso della loro vita. Apparirà nitidamente la discrasia tra servizi a disposizione nelle grandi metropoli e quelli nei piccoli comuni. Un gap che sta sempre più evidenziandosi e che tende a crescere nonostante la pioggia di risorse e gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nella nostra regione ci sono 378 realtà ammnistrative molte delle quali piccole. C’è una proporzione che aiuta a rende l’idea: quella più grande è Roma con quasi tre milioni di residenti, quella più piccola è Marcetelli, in provincia di Rieti, con 69 abitanti. Non solo. I Comuni più piccoli sono anche quelli con una popolazione più anziana. E su cosa possono contare queste persone, ad esempio, in termini di consegna di farmaci o di materiale sanitario, di ritiro delle ricette mediche e prescrizioni o di analisi cliniche? Uscendo dall’ambito sanitario, esistono altri servizi che scarseggiano nei piccoli centri. Si pensi alla chiusura delle filiali bancarie e degli sportelli bancomat. Sono ottantasei tra borghi e piccole cittadine di provincia senza neanche uno sportello per poter prelevare del contante, una tendenza che ha già scavato il solco di un’altra disuguaglianza.

Ma gli esempi non finiscono qui. Pensiamo a tutto ciò che riguarda l’assistenza fiscale, le consulenze sulle opportunità di benefici, sconti sulle bollette e altro ancora. In questo settore il sindacato è davvero un faro per persone. Sono circa mille le sedi dei servizi Uil in tutto il territorio nazionale. Nel Lazio ce ne sono attualmente 88 tra Roma e le altre province. Ulteriori ne saranno aperte, perché siamo convinti che le persone debbano avere servizi efficienti e di qualità per risolvere le problematiche quotidiane. Con le altre organizzazioni sindacali abbiamo condiviso l’idea di promuovere unitariamente una presenza a sostegno degli abitanti dei comuni più interni. Come Uil siamo impegnati affinché prenda finalmente forma quell’idea di Paese in grado di mettere finalmente al centro le persone, all’interno ovviamente di una visione organica di futuro che sappia rispondere strutturalmente alla crisi economica e sociale esplosa con la pandemia, ma latente da inizio millennio. Le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza hanno l’obiettivo di rivitalizzare i nostri territori, di offrire loro opportunità per rinascere. Ad oggi però non ne vediamo e non tocchiamo miglioramenti tangibili. 

Eppure la necessità di disegnare una nuova regione – all’interno di nuovo Paese –  più equa, più giusta, che sappia ridurre le disuguaglianze, creando occupazione di qualità per i giovani e i meno giovani resta ancora sulla carta. Partecipazione e confronto nelle scelte che dovrebbero assicurare il pieno ed efficace utilizzo dei fondi del Pnnr ancora non decollano. I Comuni e le città metropolitane che dovrebbero essere i protagonisti dell’attuazione sono fermi al palo. Come è sempre stato in passato, il Paese viaggia su un binario pieno di criticità amministrative e gestionali. Nel frattempo, le persone, gli uomini e le donne, i pensionati e le pensionate, ogni giorno si trovano alle prese con difficoltà crescenti e isolamento, non solo sociale. Siamo impegnati con un’azione organizzativa tesa ad essere sempre più con e tra le persone. Siamo un sindacato fatto di persone che pensano alle persone e vogliamo essere presenti e vicini anche e soprattutto laddove c’è solitudine e abbandono, forti della convinzione di stare al fianco di chi resta indietro per aiutare e sostenere, per non escludere nessuno.

 

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