Caldo e Covid. I due killer degli anziani

Ago 24, 2022

Con le ondate di calore estive si è registrato un aumento del 30 per cento di decessi tra giugno e luglio. La causa è la disidratazione
di Redazione

caldo e covidCovid e caldo uccidono le stesse persone: gli anziani fragili. «Soggetti polipatologici over70, spesso non completamente autosufficienti. L’immagine è quella del vecchietto allettato che va incontro a una disidratazione silente, nonostante le cure amorevoli della famiglia o del badante».  «E’ la prima volta – conferma Fabio De Iaco, presidente nazionale della Società italiana di medicina di emergenza e urgenza (Simeu) – che il pronto soccorso italiano vede un accesso così alto durante la stagione estiva, sia in termini numerici che di gravità di patologia. Da una rilevazione a campione possiamo parlare almeno di un aumento del 20 per cento rispetto agli anni precedenti». La stranezza, quindi, è l’inversione di tendenza dettata dal clima. «In genere il periodo estivo era per noi quello meno pesante – racconta De Iaco – i pronto soccorso in estate hanno sempre visto una diminuzione degli accessi rispetto agli altri periodi stagionali. Tutti noi medici di emergenza stiamo invece vedendo adesso un incremento sia di accessi che di gravità sul paziente fragile».

La causa è la disidratazione. «Gli anziani soffrono di più perché hanno un riflesso della sete più torpido e chi li assiste spesso non se ne rende conto – spiega il presidente Simeu La loro perdita di liquidi non può essere calcolata e tutto questo porta a vedere pazienti anziani fragili in condizioni metaboliche spesso difficili da risolvere. La disidratazione innesca in loro una catena di eventi che aggrava le patologie di base». L’Ufficio di Statistica dell’Istituto superiore di sanità alza l’allerta di rischio mortalità per le persone anziane che vivono nelle città parlando di effetto isola di calore urbana. Una condizione che non resterà riservata alla sola estate 2022. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (Wmo) le ondate di calore attuali saranno la nuova normalità. Anzi, saranno destinate a diventare più frequenti, più lunghe e intense. Basta ricordare che tra fine giugno e la prima settimana di luglio si sono registrati in Italia picchi di temperatura apparente massima compresi tra i 37 e i 40 gradi.

Temperature killer che hanno causato un incremento di vittime: il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera e degli accessi in Pronto Soccorso del ministero della Salute ha segnalato nel mese di giugno un incremento della mortalità del 9 per cento, mentre nelle prime 2 settimane di luglio del 21 per cento (+733 decessi in totale). Caldo e covid: diventa quindi necessario riconoscere se una persona è in stato di disidratazione. De Iaco suggerisce di osservare se mostra un incremento dell’astenia, poca mobilità e reattività, o un aumento della confusione mentale. «In genere queste persone arrivano al pronto soccorso rallentate, non parlano più, non si muovono più e scopriamo che sono disidratate». Da non dimenticare, infine, la concomitante epidemia di Covid che contribuisce all’incremento di mortalità e accessi ai pronto soccorso. «Arriva di tutto – conclude De Iaco – anche 40enni che si sentono stanchi e hanno le vertigini. Altre persone vengono solo per fare il tampone, lo vogliono registrato. C’è, quindi, una fetta di inappropriatezza in questi accessi, ma per quanto siano inappropriati li vediamo lo stesso».

 

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