Il calo di apprendimento si arresta ma nella scuola crescono i divari

Lug 6, 2022

Dal Rapporto Invalsi 2022 emerge che il 9,7 per cento dei ragazzi termina gli studi senza avere le competenze di base
di Redazione

scuolaDopo due anni di pandemia, i livelli di apprendimento degli studenti italiani restano stabili, ma non riescono a raggiungere gli standard pre Covid. Si allargano invece i divari territoriali, con il Nord e il Sud Italia che viaggiano a due velocità già a partire dalla scuola media. E’ quanto emerge dal Rapporto Nazionale Invalsi 2022. Per la scuola primaria, i risultati sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2019, ma con segnali di preoccupazione soprattutto per la matematica. Se in italiano l’80% degli studenti dell’ultimo anno raggiunge almeno il livello base, in matematica arriva al livello base solo il 66% degli allievi, con Calabria, Sicilia e Sardegna ottengono risultati sotto la media nazionale. Buoni i risultati in inglese: il 94% (+2 punti rispetto al 2018) degli allievi raggiunge il prescritto livello A1 del QCER nella prova di lettura (reading), mentre nella prova di ascolto (listening) e` l’85% degli allievi (+6 punti rispetto al 2018) a raggiungere il prescritto livello A1 del QCER. Diminuisce la differenza tra scuole in tutta Italia, anche se in italiano, in Inglese e ancora di più in matematica, si riscontra una differenza dei risultati tra scuole e tra classi più accentuata nelle regioni meridionali. La scuola primaria nel Mezzogiorno, quindi, fatica a garantire uguali opportunità a tutti, con evidenti effetti negativi che sono ancora più evidente nei gradi scolastici successivi.

Nella scuola secondaria di primo grado, si arresta il calo degli apprendimenti riscontrato tra il 2019 e il 2021: gli studenti che raggiungono risultati almeno adeguati in italiano sono il 61%, in matematica il 56%, in Inglese-reading il 78% e Inglese-listening 62%. Già da questo livello di studi, però, iniziano ad aumentare i divari: in tutte le materie, le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socioeconomico e culturali più sfavorevoli. Rispetto agli anni precedenti, i divari territoriali non migliorano, e in alcune regioni del Mezzogiorno (in particolare Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) si riscontra un maggior numero di allievi con livelli di risultato molto bassi: 50% della popolazione scolastica in Italiano, 55-60% in Matematica, il 35-40% in Inglese-reading e il 55-60% in Inglese-listening.

All’aumentare dei gradi, le differenze si ampliano e diventano molto più evidenti. Nella scuola secondaria di secondo grado, al secondo anno di studi il 66% degli studenti raggiunge il livello base in italiano (- 4 punti percentuali rispetto al 2019), mentre in matematica lo raggiunge solo il 54% degli studenti (- 8 punti rispetto al 2019). In sei regioni del Sud l’esito medio si ferma al di sotto della soglia attesa dopo dieci anni di scuola (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna). Rispetto al primo ciclo di istruzione, si allargano i divari territoriali: gli allievi che non raggiungono il livello base in italiano superano la soglia del 40% in tutte le regioni del Mezzogiorno (escluso l’Abruzzo). Nell’ultimo anno scolastico, invece, solo il 52% degli studenti raggiunge il livello base degli apprendimento in italiano, e in sei regioni del Sud l’esito medio si ferma al di sotto della soglia attesa dalle Indicazioni nazionali (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna). In matematica, uno studente su due non raggiunge il livello base (dal livello 3 in su). In sette regioni del Centro-Sud l’esito medio si ferma al livello 2, quindi al di sotto della soglia attesa dopo tredici anni di scuola (Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna).  Migliori i risultati dei test in inglese: il 52% degli studenti raggiunge il B2 nella prova di reading (+2 punti percentuali rispetto al 2021) e il 38% in quella di listening (+1 punto percentuale rispetto al 2021). Solo nelle regioni del Settentrione (escluso Piemonte e Liguria) l’esito medio nella prova di listening è in linea con l’atteso B2. Nella scuola secondaria, quindi si allargano ulteriormente i divari territoriali. Gli allievi che non raggiungono il livello base in italiano superano la soglia del 60% in Campania, Calabria e Sicilia. In matematica gli allievi sotto il livello 3 arrivano al 70% in quattro regioni (Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna). Sempre nelle stesse regioni non raggiungono il B2 il 60% degli studenti nella prova di reading e l’80% in quella di listening.

Anche se il rapporto Invalsi fotografa andamenti che hanno radici negli ultimi 20 anni, allo stesso tempo i dati mettono in luce anche gli effetti della pandemia sugli studenti. Tra questi, la dispersione scolastica implicita: i giovani che terminano il percorso di studi senza avere però le competenze di base necessarie. «Si tratta di studenti a rischio – sottolinea l’Invalsi – che potrebbero avere limitate prospettive di inserimento nella società molto simili a quelle degli studenti che non hanno concluso la scuola secondaria di secondo grado». Se nel 2019 la dispersione scolastica implicita si attestava al 7,5%, per salire al 9,8% nel 2021, nel 2022 si ferma al 9,7%. In termini comparativi, il calo maggiore della dispersione scolastica implicita si registra in Puglia (-4,3 punti percentuali) e in Calabria (-3,8 punti percentuali). Tuttavia, le differenze assolute a livello territoriale rimangano molto elevate: Campania (19,8%), Sardegna (18,7%), Calabria (18,0%), Sicilia (16,0%), Basilicata (12,8%), Puglia (12,2%), Abruzzo (10,8%), Lazio (10,7%). Le prove Invalsi 2022 hanno coinvolto oltre 920.000 allievi della scuola primaria (classe II e classe V), circa 545.000 studenti della scuola secondaria di primo grado (classe III) e poco piu` di 953.000 di studenti della scuola secondaria di secondo grado (classe II e ultimo anno).

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