Il fuoco della Casba. Il libro di Adriana Marucco

Mag 30, 2022

Le storie della famiglia Tempera, tra le prime ad abitare al Nicolosi e delle tante che lì hanno vissuto quando il quartiere dell’Istituto Case popolari, il più vecchio della città, era denominato ancora la Casba
di Redazione

il fuoco della casba«Questo libro è fatto di storie vere, semplici e straordinarie. È nato per ricordare in modo spontaneo persone che hanno contribuito a far crescere Latina o che comunque hanno vissuto i primi decenni di quella che è stata l’avventura affascinante di una città in fioritura». E’ quanto si legge nella nota che Adriana Marucco ha voluto inserire a chiusura del suo bel libro, Il fuoco della Casba. Echi dal Quartiere Nicolosi di Latina (Atlantide Editore).

Le storie sono quelle reali della sua famiglia, i Tempera, tra le prime ad abitare al Nicolosi e delle tante che lì hanno vissuto quando il quartiere dell’Istituto Case popolari, il più vecchio della città, era denominato ancora la Casba, otto lotti (il quarto fu poi abbattuto in seguito) di palazzine su tre livelli, eccetto una, il Grattacielo. Perché la Casba? «Era così che appariva agli occhi dei piazzaioli – scrive l’autrice – quelli dell’Incs, di piazza del Quadrato, di piazza Impero. Nato tra il 34 e il 36, cominciava proprio all’ingresso nord di Littoria. Era il quartiere operaio per eccellenza: scalpellini, fontanieri, manovali, pittori edili che terminarono i lavori di bonifica. I più fortunati erano considerati quelli che abitavano al Grattacielo, cinque piani di case sempre fredde ma che sembravano far toccare il cielo con un dito. L’ingegnere Giuseppe Nicolosi, che realizzò il rione, l’aveva pensata bella: non dare alla gente solo un tetto per ripararsi e un letto per dormire, ma anche cortili, spazi per orti e giardini, spiazzi dove giocare. Insomma, dietro l’insieme, c’era la mano di uno che ci capiva parecchio, non solo di architettura razionalista, ma di uomini, dei loro desideri, delle loro necessità, elementi di cui bisognerebbe tenere conto sempre, affinché le cose riescano bene». E Adriana Marucco lo ha fatto. Nel raccontare le vicende di quanti, tra gli anni Trenta e Cinquanta, hanno vissuto al Nicolosi – vicende di passioni eccellenti, di amori intensi e diversi, di ideali, prigionia, sminamento, storie di connazionali profughi dall’Est – ha tenuto ben conto dei loro desideri, delle loro necessità e delle loro speranze, di cui si ritrovano echi anche nelle foto a corredo del volume, alcune dell’autrice, altre pubblicate su gentile concessione del Comitato Nicolosi e di Toni Garbasso, che del Nicolosi ha colto l’anima nei suoi scatti in bianco e nero.

Adriana Marucco è nata nel 1972 e vive a Latina, dove insegna Lettere e Teoria della Comunicazione presso l’I.S. Galilei-Sani. Laureata in Filosofia e in Scienze e Tecniche Psicologiche, affianca da sempre all’impegno nella scuola e agli interessi per la psicologia una profonda passione per la scrittura. Parte della sua famiglia ha vissuto nel Nicolosi ed è proprio qui che l’Autrice presenterà Il fuoco della Casba, mercoledì 1 giugno, alle ore 18.00, nella piazzetta del quartiere, dinanzi i locali dello Spazio culturale Nicolosi, già associazione Passepartout, in via Filippo Corridoni 78. Insieme ad Adriana Marucco saranno presenti all’incontro Marco Fioravante, Presidente Ater Latina, Dario Petti, direttore della casa editrice Atlantide ed esponenti del Comitato di Quartiere Nicolosi. Alcuni passi del libro saranno letti da Gioconda Bartolotta.

1 commento

  1. Alfonso

    La storia è la vita è chi parla di vicende vissute, sia con partecipazione diretta sia grazie ai parenti o amici, trasmette a tutti noi una grande verità e rende davvero la vita infinita, immortalando il passato per riviverlo sempre. Grazie ad Adriana e a tutte quelle rare persone che riescono a far provare grandi emozioni a tutti noi. Un grande abbraccio a tutta la famiglia….Alfonso

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