Ultimo tour di Venezia. L’allarme di Greenpeace

Mag 23, 2022

«Stop greenwashing. La sopravvivenza delle città costiere è a rischio»
di Redazione

ultimo tourSi intitola «L’ultimo tour di Venezia, offerto dalle aziende dei combustibili fossili». E’ stata la protesta creativa messa in campo da Greenpeace nel capoluogo lagunare. Spostandosi tra i canali su imbarcazioni tipiche a remi, volontari e volontarie dell’associazione ambientalista si sono posizionati di fronte ai luoghi più iconici della città come Piazza San Marco e il Ponte dei Sospiri, inscendando l’ultimo tour prima che la città venga sommersa dall’acqua, per denunciare «come le principali aziende petrolifere e del gas in Europa sfruttino
pubblicità e sponsorizzazioni per distogliere l’attenzione dalle loro responsabilità nella crisi climatica, che minaccia la stessa esistenza di città costiere come Venezia».

«La protesta – spiega Federico Spadini, campagna clima di Greenpeace Italia – non è una semplice provocazione ma un grido di allarme per il destino di Venezia e una denuncia dei principali responsabili della crisi climatica: le aziende del settore fossile. Le multinazionali sfruttano messaggi pubblicitari e sponsorizzazioni di eventi per fare greenwashing, cioè per rifarsi un’immagine di aziende attente all’ambiente mentre continuano a investire sul petrolio e sul gas. Se non metteremo al bando la loro propaganda tossica per la salute del pianeta e per la sicurezza delle persone, così come in passato è stato fatto per le pubblicità delle multinazionali del tabacco, l’ultimo viaggio turistico a Venezia potrebbe presto diventare una tragica realtà».

Secondo uno studio Greenpeace, infatti, sebbene circa il 50 per cento delle pubblicità di queste aziende promuovano un’immagine green, appena il 18% del loro portfolio è costituito da attività realmente rispettose del clima. Per questa ragione l’associazione promuove una iniziativa dei cittadini europei (Ice) per vietare le pubblicità e le sponsorizzazioni delle aziende dei combustibili fossili. «Se entro ottobre – conclude Greenpeace – la petizione Stop alla pubblicità delle aziende inquinanti , sostenuta da più di 30 organizzazioni internazionali, raggiungerà il traguardo di un milione di firme raccolte, la Commissione europea sarà obbligata a discutere una proposta di legge per mettere fine alla propaganda ingannevole dell’industria fossile».

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