La Guerra dei social e il conflitto Russia Ucraina

Mar 4, 2022

Questa guerra sta diventando la più documentata dell'intera umanità. Come proteggersi dagli eccessi di informazione e dalle false notizie?
di Agnese Sciotti
la guerra dei social

Foto di Corrado Fierro https://www.corradofierro.it/

Sappiamo quasi con esattezza il momento in cui le forze russe hanno iniziato l’assalto aereo in elicottero vicino a Kiev. Conosciamo l’età di uno dei due soldati russi catturati dalle forze ucraine e possiamo trovare filmati di attacchi aerei, conflitti via terra, elicotteri abbattuti, civili presi di mira. Grazie al flusso di informazioni condivise costantemente sui social network, a meno di 24 ore dall’invasione della Russia sui nostri dispositivi mobili erano già disponibili più notizie di quante ne avessimo ricevute in una settimana durante la guerra in Iraq. Navigare tra fonti ufficiali, report e centinaia di video, tuttavia, può essere fuorviante ed è essenziale valutare l’affidabilità delle notizie che ci raggiungono. Ecco qualche consiglio per restare aggiornati, destreggiandosi tra le trappole della sovrainformazione.

Controllare la veridicità della notizia. Soprattutto se diffusa su canali non ufficiali, le informazioni possono essere distorte o incomplete. Possiamo avvalerci di una modalità di controllo rapida ed efficace, cercando articoli proprio in merito alla veridicità o alla smentita della notizia che stiamo leggendo. Per fare questo esistono diverse piattaforme e tool, tra le più semplici citiamo Google Fact-Checking Tool che funziona inserendo le parole chiave della notizia. In alternativa, possiamo affidarci ai siti specializzati in operazioni di fact-checking come Bellingcat, un sito di giornalismo investigativo che sta curando un documento contenente notizie di incidenti false o dubbie emerse nelle ultime ore, con le relative smentite. Anche Bbc ha raccolto alcune delle immagini false fatte circolare in rete durante i primi giorni di conflitto.

Diffidare dalle immagini. Dopo oltre dieci anni di Instagram, i social network sono i maggiori produttori e diffusori di immagini. Proprio le fotografie, però, sono tra le principali fonti di narrazione ingannevole, spesso rappresentando una situazione che non corrisponde alla realtà. Un esempio? L’agenzia di stampa britannica Reuters ha stabilito che diverse immagini del conflitto passate per nuove, in realtà erano state scattate nel 2014. Per controllare se una foto sia già stata utilizzata, è possibile affidarsi a reverse image search. Si tratta di una ricerca effettuata a partire da un’immagine, anziché da una parola. Questo permette di sapere quali e quanti siti ospitano la stessa immagine o versioni della stessa, anche quando leggermente modificata.

Selezionare fonti affidabili: su molte grandi testate internazionali, come il New York Times o il Financial Times, la lettura di notizie dell’ultima ora relative all’Ucraina è gratuita, mentre diverse delle nostre testate nazionali permettono la lettura libera di un numero limitato di articoli. Per chi cercasse informazioni sempre aggiornate di respiro mondiale, può affidarsi alla selezione live del Guardian o della stessa Reuters mentre Il Kyiv Post e The Kyiv Independent sono le due principali pubblicazioni ucraine in inglese.

Stanare le fonti inaffidabili: un modo molto semplice per controllare l’affidabilità della fonte è digitare sul motore di ricerca il nome della fonte informativa, seguita dalla parola fake-news. Questo metodo permette una prima scrematura, ma non è altrettanto efficace sulle informazioni di dettaglio. Per ricerche più approfondite possiamo fare riferimento ad alcuni esperti del settore che hanno stanato e catalogato le principali fonti di disinformazione. Tra tutti, citiamo la ricercatrice Jane Lytvynenko che si occupa di sicurezza informatica e indagini online all’Università di Harvard e che ha condiviso una lista di quasi 200 fonti inattendibili, attive in questo momento.

Social Network: è sempre difficile fidarsi delle notizie e dei contenuti pubblicati sui social, specie se proveniente da fonti non ufficiali. Grazie ad open source intelligence (Osint), è possibile farsi un’idea abbastanza veritiera della situazione corrente, a partire dalle informazioni disponibili sui social network. La comunità Osinit è composta da ricercatori indipendenti, connessi principalmente via Twitter, che lavorano per estrarre informazioni da mappe satellitari, video condivisi sui social, dichiarazioni ufficiali e foto pubblicate dai giornali per stabilire la veridicità di ciò che viene mostrato. Tra i profili più grandi ci sono Conflict News, The Intel Crab, Christo Grozev (direttore di Bellingcat). Consigliamo comunque di leggere con cautela le notizie disponibili da OSINIT. Le notizie che circolano in rete, sebbene siano passate sotto l’attento controllo di esperti, possono descrivere uno scenario molto aggiornato ma altrettanto ingannevole. Ultima indicazione utile, a questo link è disponibile una mappa delle sanzioni economiche introdotte dall’Unione Europea, aggiornata quando nuove restrizioni sono attuate.

 

 

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