Tornare a scuola. «Più mascherine e sistemi di areazione»

Gen 10, 2022

Cittadinanzaattiva chiede al Governo di facilitare in ogni modo la prosecuzione delle vaccinazioni con campagne informative e giornate dedicate per i più piccoli
di Redazione

tornare a scuolaTornare a scuola dopo la pausa natalizia tra timori e necessità di proseguire sulla strada della normalità. «Comprendiamo e apprezziamo che il Governo voglia fare di tutto per evitare la didattica a distanza. Alle buone intenzioni, riteniamo però che non siano corrisposti provvedimenti adeguati a favorire la ripresa delle scuole in sicurezza. In queste condizioni, si rischia una situazione di caos generalizzato – come traspare dall’appello degli oltre 2mila dirigenti che hanno chiesto di posticipare l’avvio in presenza della didattica – e, come già evidente, di differenti approcci delle Regioni». A parlare è Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva. «D’altra parte – continua – non possiamo sottovalutare i timori di molte famiglie e del personale scolastico circa il rischio che, qualora si optasse per la dad nelle prossime due settimane, si scivoli inevitabilmente in un prolungamento della chiusura delle scuole sine die con effetti psicosociali nefasti su ragazzi e ragazze, e con gravi problemi organizzativi ed economici per le famiglie dei più piccoli. Ci dispiace constatare che ancora una volta ci si è fatti cogliere impreparati sulla gestione della pandemia nella scuola senza predisporre un vero e articolato programma di breve e medio termine: solo sporadici gli interventi per assicurare un maggiore distanziamento con l’acquisizione di nuove aule, così come l’installazione di sistemi di ricambio di aria che potrebbero contribuire a ridurre la diffusione del virus. Ben poco si è fatto sull’aumento e sul controllo dei trasporti pubblici. La gestione delle quarantene nelle classi si è già rivelata molto complicata nelle settimane precedenti e permangono delle incongruenze ad esempio sugli ultra dodicenni che solo da ieri possono prenotare la dose booster e rischiano quindi, in presenza di due compagni positivi, di essere messi in dad nelle prossime settimane».

«La mancata consultazione preventiva dei diversi rappresentanti del mondo della scuola da parte del ministero dell’Istruzione prima e del Governo poi, nella definizione di provvedimenti che li riguardano direttamente – prosegue Cittadinanzattiva – è un grave errore, che non tiene conto delle diverse esigenze, delle informazioni in possesso di chi lavora e studia nelle scuole e che alimenta il malcontento e la sfiducia». Cittadinanzattiva chiede al ministero dell’Istruzione di farsi carico di raccogliere dai dirigenti scolastici e di rendere noti i dati – nell’immediato e a seguire settimanalmente, fino alla fine dell’anno scolastico – sul numero di docenti e di personale Ata con Covid e oppure in quarantena per contatti diretti, così come quello degli studenti per fasce di età. «Solo – spiega – così è possibile misurare l’effettiva copertura delle classi da parte del personale, sulla base di dati oggettivi, e valutare la sostenibilità dell’apertura in presenza delle scuole, o la necessità del ricorso alla Dad, a quali condizioni e per quanto tempo».

«Chiediamo al Governo – prosegue Bizzarri – di facilitare in ogni modo la prosecuzione delle vaccinazioni con campagne informative e giornate dedicate per i più piccoli, attivando se possibile dei punti vaccinali presso gli istituti scolastici più grandi; di rivedere le regole della quarantena per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado in attesa della terza dose; di prevedere investimenti aggiuntivi a medio termine (da marzo a fine anno) per l’installazione di misuratori di CO2 e di sistemi di aerazione; di accelerare la distribuzione delle mascherine Ffp2 ed estenderla a tutto il personale della scuola e, se possibile, anche agli studenti; di acquisire definitivamente la disponibilità delle aule necessarie (non si sa con esattezza quante ne servano ancora) per garantire un effettivo e praticabile distanziamento tra gli studenti».

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