Un vademecum contro le fake sui vaccini

Ago 11, 2021

«I vaccini causano il contagio» oppure «In estate non serve vaccinarsi». l'Istituto superiore di Sanità smentisce punto per punto le bufale sui vaccini anti covid
di Gia. Na.

Un vademecum contro le fake sui vacciniLe fake sui vaccini anti covid sono tante. Troppe. E così il Gruppo Vaccini dell’Istituto superiore di sanità ha realizzato un vademecum per smentire tutte le bufale che circolano in rete e che si auto alimentano sulle bacheche di chi erroneamente crede di saperne di più della scienza.

Quante volte avete sentito dire dai presunti bene informati che «Non si conoscono gli effetti a breve e lungo termine, i vaccini sono stati prodotti troppo velocemente e le uniche informazioni vengono dalle aziende». In realtà, il sistema di farmacovigilanza per i vaccini contro il SarsCov-2 è lo stesso di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati in precedenza. Dopo i risultati degli studi autorizzativi effettuati su decine di migliaia di individui di diversa età – che sono stati condotti anche in questo caso – vengono raccolte le segnalazioni dalle agenzie regolatorie nazionali e internazionali di possibili eventi avversi temporalmente correlate con la vaccinazione. In caso vengano evidenziati eventi avversi non manifestatisi durante gli studi autorizzativi, se dopo un’indagine approfondita viene sospettata o dimostrata una relazione causale con la vaccinazione, vengono aggiunti all’elenco delle reazioni avverse e che sono elencate nelle schede informative dei vari vaccini (farmacovigilanza post marketing).

«I vaccini anti Covid sono sperimentali?». Altra bufala da smentire. I vaccini autorizzati contro il Sars Cov2 hanno completato tutti i passaggi della sperimentazione necessari per l’autorizzazione all’immissione in commercio, senza saltarne alcuno. Per questi vaccini il processo di sviluppo ha subito un’accelerazione senza precedenti, ma al momento della loro autorizzazione da parte dell’Agenzia Europea per il farmaco erano state percorse tutte le stesse tappe dell’iter di sperimentazione previste per gli altri vaccini in commercio. I vaccini attualmente usati in Italia(Comirnaty di Pfizer-BioNtech, Vaxzevria di Astrazeneca, Spikevax Moderna, Vaccino anti COVID-19 Janssen) pertanto non sono sperimentali, ma preparati regolarmente immessi in commercio dopo aver completato l’iter che ha testato la loro qualità, sicurezza ed efficacia.

E i vaccini che provocano l’infezione? Altra castroneria da smentire. I vaccini attualmente in uso in Italia usano la tecnologia a mRNA(Pfizer-Biontech e Moderna) e quella a vettore virale (Astrazeneca e Janssen). In entrambi i casi si introducono nell’organismo le‘istruzioni’ per produrre frammenti della proteina che il virus usa per‘agganciare’ la cellula. Quindi non viene utilizzato il SArs-CoV-2 vivo e infettante. Una eventuale malattia covid successiva alla vaccinazione può essere quindi causata solo da una infezione naturale del virus contratta indipendentemente dal vaccino.

«I vaccinati sono contagiosi». Questo – spiega l’iss – è possibile perché, come per tutti i vaccini esistenti, l’efficacia anche se molto alta non è del 100 per cento, e ci possono essere quindi i cosiddetti fallimenti vaccinali. Inoltre anche un soggetto che risponde al vaccino si può ritenere immunizzato solo dopo almeno una settimana dal completamento del ciclo. Un livello di copertura della popolazione alto nella popolazione minimizza il rischio di trasmissione tra individui suscettibili all’infezione. I dati provenienti dai paesi con una campagna vaccinale avanzata, Italia compresa, hanno dimostrato che il vaccino protegge dalle conseguenze peggiori della malattia, dal ricovero al decesso, oltre 9 persone ogni 10 vaccinate. La vaccinazione riduce anche la capacità di infettare dei vaccinati.

Altra fandonia da smentire riguarda la considerazione no vax che vengono nascosti gli effetti collaterali e i decessi post vaccino. Ma in Italia l’Agenzia Italiana per il farmaco (Aifa) pubblica periodicamente il resoconto le segnalazioni di sospetti eventi avversi basta navigare scegliendo le fonti attendibili, lo stesso fa l’autorità europea Ema. Nessuna evidenza scientifica invece esiste circa un eventuale effetto negativo dei vaccini sulla fertilità maschile o femminile. Per quanto riguarda la somministrazione del vaccino in gravidanza, le prime osservazioni, soprattutto dei dati Usa dove sono migliaia le donne immunizzate durante la gestazione, non hanno rilevato un aumento di rischio di effetti avversi per madri e neonati. E nemmeno il nostro Dna è a rischio, perché i vaccini anti covid non cambiano e non interagiscono in alcun modo con il Dna. Sia i vaccini a mRNA che a vettore virale forniscono istruzioni alle nostre cellule utili ad attivare una risposta immunitaria così da proteggere contro il Sars-Cov-2.

Capitolo trombosi e miocarditi. Tutti i farmaci e i vaccini possono avere effetti collaterali. Le Agenzie regolatorie riportano queste due patologie, che peraltro sono anche tra quelle causate dall’infezione, come rari effetti avversi della vaccinazione. Proprio per la loro estrema rarità questi effetti lasciano comunque il rapporto benefici rischi a favore dei primi, come rilevato da tutte le agenzie regolatorie internazionali. Quanto alla firma del consenso, va detto che la vaccinazione è un atto medico, e prevede quindi la firma di un consenso informato per essere sicuri che il vaccinando comprenda i benefici e rischi connessi. Anche se nelle fasce più giovani il rischio di sviluppare un’infezione sintomatica è minore rispetto agli adulti, è comunque presente. Dall’inizio della pandemia al 17 luglio ci sono stati 28 decessi nella fascia di età 0-20 anni. In ogni caso lo scopo della vaccinazione anche nelle fasce di età più giovani è anche quello di limitare a livello di popolazione la circolazione del virus e permettere quindi di uscire dalla pandemia, oltre che di proteggere i soggetti più fragili.

Dulcis in fundo. Cosa replicare a chi sostiene che più si vaccina più escono nuove varianti oppure al chi crede che il virus l’estate scompaia? Le varianti emergono perché il virus, replicandosi, tende a sviluppare nuove mutazioni. I vaccini – riducendo la circolazione – limitano quindi la possibilità che il virus muti. Le varianti in circolazione in questo momento inoltre, compresa la Delta, sono state osservate per la prima volta lo scorso dicembre, quando ancora le campagne vaccinali erano iniziate in pochissimi paesi. Mentre la trasmissione del virus è facilitata dalla frequentazione degli ambienti chiusi, ma anche all’aperto – in caso di assembramenti – è possibile la sua circolazione, ed è quindi necessario adottare le misure opportune.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest